Alfie Evans, respinto il ricorso: non andrà in Italia. Il papà denuncia tre medici

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 aprile 2018 20:20 | Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2018 20:27
Alfie Evans, medici increduli ripristinano il nutrimento: ha resistito da solo per 36 ore

Alfie Evans, medici increduli ripristinano il nutrimento: ha resistito da solo per 36 ore

LIVERPOOL – Il piccolo Alfie Evans sta morendo. “C’è un consenso generale” che il bambino ormai “stia morendo”, ha affermato lady King, una dei tre giudici della Corte d’Appello britannica durante l’udienza di oggi, 25 aprile, sul caso del piccolo Alfie. Parole a cui l’avvocato difensore Diamond ha risposto ammettendo che in queste ore si è verificato “un cambiamento significativo di circostanze” come conseguenza del distacco dei macchinari salvavita ma che Alfie “respira ancora”. E che papà Tom chiede di “non lasciar nulla d’intentato” finché possibile. Il suo messaggio è ancora: “Salvate mio figlio”.

La Corte d’Appello di Londra ha tuttavia rigettato il ricorso dei genitori del piccolo Alfie contro il rifiuto di autorizzare il trasferimento del bambino da Liverpool a un ospedale italiano. Respinta sia l’argomentazione dell’avvocato di papà Tom, che contestava un giudizio precedente errato, sia quello del legale di mamma Kate, che puntava sulla sopravvivenza inaspettata del bambino nonché sulla cittadinanza italiana concessa ad Alfie per invocare la libertà di circolazione interna all’Ue, di cui il Regno fa ancora parte.

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Il padre del bambino, Tom Evans, minaccia di far causa a tre medici dell’Alder Hey Hospital di Liverpool per cospirazione finalizzata all’omicidio del figlio e fa sapere di aver già preso contatti con investigatori privati per istruire il caso. Lo si è appreso dai fonti legali durante l’udienza di oggi sul possibile trasferimento in Italia del bambino di fronte alla Corte d’Appello di Londra.

Papà Tom non si arrende ancora e posta un video da Liverpool su Facebook dopo le notizie emerse nell’udienza d’appello secondo cui Alfie è ormai allo stremo, per affermare che suo figlio resiste, che “si è ripreso per la terza volta”, che “il guerriero lotta ancora”. “È tornato, ha avuto solo un calo, è diventato pallido, le labbra si sono un pò scurite, ma è tornato”, scrive Tom. “Voglio solo che tutti sappiano che Alfie si è stabilizzato”, insiste.

L’annuncio di papà Thomas: “Alfie ha resistito per 36 ore”.

Il piccolo Alfie Evans è tornato a ricevere nutrimento assistito nell’ospedale Alder Hey di Liverpool, dopo aver resistito senza «per 36 ore» ed essere ormai entrato nel secondo giorno di vita, contro le previsioni dei medici, dopo il distacco della ventilazione meccanica. “Ora chiedo all’Alta Corte britannica di trattarlo con dignità, come unan persona vera. Fategli la grazia, vogliamo portarlo in Italia”. Lo ha detto all’ITV. “Alfie – ha aggiunto – resiste ancora bene come può. Sta lottando e continua a non soffrire, non ha apnee né dà segno di provare dolore”.

“È tempo che ad Alfie sia fatta la grazia, riconosciuta la dignità di tornare a casa o andare in Italia”. Tom Evans ci spera ancora e racconta ad Itv come si sia deciso a tentare la carta di un nuovo ricorso in appello per cercare di ottenere il trasferimento del suo bimbo dall’ospedale di Liverpool. In un primo tempo aveva detto no, “ero stanco di questi ricorsi respinti”, ma poi è stata la stessa Corte d’Appello a far sapere al suo avvocato di essere disponibile: “Noi pensiamo possa essere il segno di una svolta clamorosa”.

“Ieri – rivela Evans – l’avvocato mi aveva offerto un’opzione fra due alternative: ricorrere alla Corte d’Appello (contro la decisione del giudice Anthony Hayden di non autorizzare il trasferimento di Alfie in Italia) o collaborare», accettare il protocollo di distacco dai macchinari salvavita affidato ai medici di Liverpool e ottenere ‘in cambiò che il piccolo fosse almeno “riportato a casa”. “Io – prosegue papà Tom – mi ero detto d’accordo per riportarcelo a casa, non ne potevo più di queste corti e di ricorsi respinti”. Poi però è arrivata la telefonata della Corte d’Appello al suo legale: un collegio era pronto a riunirsi oggi pomeriggio. Messaggio di disponibilità che Tom Evans interpreta come un segnale: “Noi ora crediamo che ci possa essere un cambiamento clamoroso, una svolta nel caso”. La Corte “deve essersi accorta che il giudice Hayden e i dottori sbagliano”. Alfie, incalza, “non è stato nutrito, è stato trattato in modo disgustoso, come neppure un animale, ma ha dimostrato che si sbagliavano (a prevederne una rapida fine)… e sta tenendo botta”.

Bambin Gesù: “Senza nutrizione non resisterà a lungo”.

“Anche se il piccolo Alfie continua a respirare autonomamente, ora l’emergenza è anche rappresentata dalla mancanza di nutrizione: senza alimentazione, infatti, la sopravvivenza può variare da poche ore a pochi giorni a seconda delle condizioni di partenza del paziente”. A sottolinearlo all’ANSA è il direttore scientifico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Bruno Dallapiccola.

Il bimbo, affetto da una grave malattia neurodegenerativa, continua a respirare senza l’ausilio di macchinari per la ventilazione già da molte ore, e da oltre 24 ore, come ha affermato il padre in un post la scorsa notte, il bambino non riceve nutrizione. In queste condizioni, ha rilevato Dallapiccola, “il piccolo Alfie non potrà resistere a lungo senza l’apporto di sostanze nutrizionali attraverso flebo. Senza l’apporto nutrizionale, infatti, la sopravvivenza può variare da poche ore a qualche giorno”.

Ovviamente, ha precisato, “la durata della sopravvivenza è condizionata dalle condizioni di partenza del paziente, e nel caso di Alfie non possiamo pronunciarci con certezza non avendo avuto modo di visitare il bambino”. Ad ogni modo, ha concluso il direttore scientifico del Bambino Gesù, “indipendentemente dal fatto che il piccolo continui a respirare autonomamente, ora la mancanza di apporto nutrizionale rappresenta un’emergenza”.