Amedy Coulibaly e Hayat Boumeddiene, chi sono i killer di Montrouge FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Gennaio 2015 16:54 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2015 16:54
Amedy Coulibaly e Hayat Boumeddiene, chi sono i killer di Montrouge FOTO

Amedy Coulibaly e Hayat Boumeddiene, chi sono i killer di Montrouge (foto Ansa)

PARIGI – Amedy Coulibaly, 32 anni, e Hayat Boumeddiene, 26. Sono loro i due estremisti islamici che hanno ucciso una poliziotta a Montrouge, alla periferia di Parigi l’8 gennaio 2015. Il giorno dopo Amedy si è ripetuto, barricandosi all’interno di un negozio kosher della capitale francese insieme a 5 ostaggi. Amedy e Hayat, compagni d’azione e compagni nella vita, non erano estranei alle forze dell’ordine e all’antiterrorismo. Soprattutto lui aveva precedenti per criminalità comune (come droga) ed era stato attenzionato per via dei suoi legami con esponenti vicini al fondamentalismo islamico. Per esempio, conosceva Cherif Kouachi, uno dei due autori della strage di Charlie Hebdo. Infatti Amedy ha avanzato una precisa richiesta per far uscire vivi i suoi ostaggi: “Lasciate andare via i miei fratelli o uccido”. I suoi fratelli sono Cherif e Said Kouachi, i fratelli franco-algerini asserragliati 40 km più a Nord, in una tipografia di Dammartin en Goele. La polizia li sta braccando da ore.

Secondo Le Figaro, Coulibaly a dicembre del 2013 era stato condannato a cinque anni di carcere per il caso del piano per far evadere l’islamista Smaïn Aït-Belkacem. Quest’ultimo, membro del Gruppo islamico armato algerino (Gia) era stato condannato nel 2002 perché ritenuto uno dei principali responsabili dell’attacco di Parigi del 1995 alla stazione Rer Musée d’Orsay. Ed è nell’ambito di questa indagine che Hayat Boumeddiene era stata presentata come compagna di Coulibaly.

Sempre per il caso del tentato piano di evasione per Smaïn Aït-Belkacem era stato arrestato nel 2010 anche Chérif Kouachi. Inoltre, sia Coulibaly che Cherif Kouachi erano fra i principali discepoli dello jihadista Djamel Beghal, condannato per terrorismo, che faceva proseliti per gli estremisti takfir, una setta all’interno della comunità salafita, si legge su Le Monde.

Grazie ad intercettazioni telefoniche, i servizi avevano appreso che i due uomini si recavano regolarmente a trovare Beghal, a cui era stato imposto il soggiorno obbligato a Murat, nella regione centro-meridionale di Cantal. Noto anche come Abu Hamza, Beghal ha scontato una condanna a dieci anni per un complotto, poi sventato, che mirava a compiere un attentato contro l’ambasciata americana a Parigi nel 2001. Hayat era andata con Coulibaly a trovare Beghal.

Le immagini dell’assedio al negozio di alimentari kosher (Twitter)

L’omicidio della vigilessa (LaPresse)