Andreas Lubitz provò a cambiare rotta 93 secondi prima di schiantarsi. Paura di morire?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2015 11:19 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2015 14:27
Andreas Lubitz provò a cambiare rotta 93 secondi prima di schiantarsi. Paura di morire?

Andreas Lubitz provò a cambiare rotta 93 secondi prima di schiantarsi. Paura di morire? (foto Ansa)

BERLINO – Novantatrè secondi prima dell’impatto, Andreas Guenter Lubitz tentò di cambiare la rotta dell’Airbus, diretto verso le Alpi francesi: una manovra manuale che però non riuscì, perché il pilota automatico restò in funzione. Lo scrive Bild, citando il rapporto Bea sul disastro Germanwings. “È possibile che Lubitz abbia avuto paura della morte? Voleva evitare l’impatto?”, scrive il tabloid.

Nel protocollo si legge “fra le 10.39.33 e la 10.40.07 sono stati registrati movimenti manuali alla leva di comando di piccola ampiezza dal lato del copilota”, scrive Bild. E nel protocollo del Bea si legge: “un minuto e 33 secondi prima dell’impatto la scatola nera ha registrato una manovra di 30 secondi alla leva destra del comando, che non è stata abbastanza forte da disattivare il pilota automatico”. Alla domanda se Lubitz abbia davvero tentato di evitare il disastro all’ultimo momento, risponde il direttore del bea Remi Jouty, che non crede a questa ipotesi: “Questi dati dimostrano che il copilota era in grado di agire, e che tutte le sue manovre avevano lo stesso senso. E cioè far precipitare l’aereo”.

Bild ha scritto questa novità il giorno dopo in cui aveva dato un’altra notizia sul copilota della Germanwings: Lubitz provò la discesa di quota, manovra suicida utilizzata per far schiantare l’aereo il 24 marzo scorso, già sul volo di andata.

E secondo gli atti non è chiaro se Lubitz avesse in mente solo di provare la manovra o volesse proprio mettere a segno il suo piano, subito, non riuscendovi per qualche motivo. Si tratta del piano criminale che, sulla tratta di ritorno, è costato la vita a 149 persone, oltre alla sua. Nel volo di andata “il controllo aereo ha chiesto una discesa di quota, ma poco prima il capitano era uscito, e il copilota ha quindi manipolato i tasti del pilota automatico facendo il gesto che poi ripeterà al ritorno”, ha spiegato un responsabile del Bea, dicendo che in quell’occasione “nessuno sospettò nulla”.

Il volo oggetto dell’esame partì alle 7.10 dallo scalo tedesco. Nel cockpit c’erano il pilota di 34 anni e il copilota di 28. Alle 8.20 Lubitz resta solo. E quando dalla cabina di controllo gli suggeriscono di ridurre la quota, portandola da 37 mila a 35 mila piedi, lui ne approfitta per impostare una discesa fino a cento piedi: una quota limite. Questa manovra non sarebbe stata notata da nessuno anche perchè comunque Lubitz corresse nuovamente la quota, dopo essere sceso fino a 25.000 piedi, prima del rientro del comandante.

È quella stessa discesa che fu invece effettuata realmente qualche ora dopo, sulla rotta inversa, che portava i passeggeri da Barcellona a Duesseldorf. Solo che stavolta il ventottenne non permise al pilota di rientrare in cabina, riuscendo così a provocare lo schianto dell’aereo.