Anna Duritskaya, sparita fidanzata Boris Nemtsov: è unica testimone omicidio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2015 11:57 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2015 11:57
Anna Duritskaya, sparita fidanzata Boris Nemtsov: è unica testimone omicidio

Anna Duritskaya

MOSCA – Nell’appartamento dove dovrebbe vivere Anna Duritskaya, fidanzata di Boris Nemtsov e unica testimone dell’omicidio dell’oppositore di Putin, dicono che non si sia mai vista in tutto questo tempo. Il Corriere della Sera è andato a cercarla in Ucraina.

Di certo in quel bilocale, a Bila Tservka, Ucraina, lei non c’è. E i vicini dicono che non c’è mai stata. Dov’è oggi la bella Anna, compagna di vita dell’uomo ucciso un mese fa sul ponte Bolshoi Moskvoretski da quattro colpi di pistola?

In quell’appartamento, secondo i racconti di chi vive nello stesso palazzo, qualche sera fa qualcuno ha sentito suonare il telefono, ha sentito voci, insulti. Ma di certo non c’è nulla. I giornalisti del Kyiv Post dicono che sono quattro le persone che sanno dov’è Anna: il presidente ucraino Poroshenko, il premier, il ministro dell’Interno e il capo dei servizi segreti.

E’ sparita anche la mamma della giovane, Inna, come il fratello Bogdan. Ma perché quella notte non è stata uccisa con il fidanzato? E perché a Mosca le hanno creduto? La donna ha detto di non aver visto niente. Poi se n’è andata. Ed è sparita, insieme con i suoi familiari più stretti. Intorno a lei il mistero è fitto. Si dichiara modella, ma nessuno l’ha mai vista sfilare. Ucraina, studia alla National economical University, dove si laurea con una tesi sull’amministrazione e il controllo dei capitali privati nelle società. Lavora per un po’ in una banca, fa la hostess a un convegno, e poi conosce Nemtsov, passato sentimentale burrascoso, con quattro figli da tre donne diverse. Si fidanzano, lei resta incinta e lui la accompagna ad abortire in Svizzera.

Il Cremlino sostiene che quell’omicidio è una banalissima questione di tradimenti. Poi ci sono gli arrestati ceceni e la tesi che l’omicidio sarebbe dovuto alle parole di solidarietà con Charlie Hebdo. Nemtsov accusava il presidente russo di aver fatto sparire i soldi delle Olimpiadi di Sochi e di dire il falso sui parà in Ucraina.