Parigi. Mireille Knoll, sopravvissuta alla Shoah, bruciata viva in casa da vicino musulmano e dal complice

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 marzo 2018 6:33 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2018 11:29
Mireille Knoll, sopravvissuta alla Shoah, è stata bruciata viva in casa

Mireille Knoll

PARIGI – A dieci anni era sopravvissuta ad una delle peggiori retate naziste favorita dal regime collaborazionista di Vichy, quella al Velodrome d’Hiver di Parigi nel 1942, ma a 85 anni Mireille Knoll è morta nel suo appartamento: 11 coltellate prima, poi il fuoco appiccato dai due assassini. Quando la polizia è entrata nell’appartamento ha trovato il cadavere carbonizzato della donna: il reato ipotizzato è “assassinio in ragione dell’ appartenenza della vittima a una religione, e su persona vulnerabile”.

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Due sospetti sono da questa mattina indagati per un assassinio a sfondo antisemita. Uno dei due è un vicino di casa dell’anziana signora, sarebbe stato visto qualche ora prima dell’omicidio: musulmano, era uscito di prigione nel 2017 dopo aver scontato una condanna per aggressione sessuale a una ragazzina di 12 anni. I due uomini, di 29 e 22 anni, volevano svaligiare l’appartamento della donna. E’ stato il ventinovenne, quello che la conosceva bene, ad avere un comportamento di connotazione antisemita.

L’intera comunità ebraica è sconvolta. Un anno dopo l’atroce fine di un’altra ebrea a Parigi, Saraj Halimi, l’assassinio di Mireille Knoll getta ombre pesanti sul clima che si respira nella capitale francese e non più soltanto nelle banlieue. Il cadavere dell’anziana signora è stato ritrovato venerdì 23 marzo, per metà carbonizzato, ma la morte era precedente, causata dalle coltellate.

Nata nel 1932, riuscì miracolosamente a scappare da Parigi con la madre (che aveva un passaporto brasiliano) evitando il rastrellamento che nel 1942, a metà luglio, preparò la deportazione di 13.000 ebrei. Una delle pagine più oscure della storia della Francia, con ben 7.000 francesi collaborazionisti in azione agli ordini dei tedeschi.

“Deve essere fatta luce in modo completo su questo crimine odioso”, ha twittato il portavoce del governo, Benjamin Griveaux. Da Gerusalemme, dove è in visita, il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, ha espresso tutta la sua “emozione” per il delitto.

Emozione fortissima nella comunità ebraica, già colpita nei mesi scorsi dall‘assassinio di Sarah Halimi, 65 anni, ebrea ortodossa, defenestrata dal suo vicino di casa un anno fa. In questo caso, unica nota di sollievo per la comunità è il fatto che il movente antisemita sia stato scelto subito dalla procura e non dopo quasi un anno di indagini, come nel caso di Sarah Halimi.

Mireille Knoll, vedova, abitava da sola nell’XI arrondissement, al secondo piano di un palazzo di 10. Una vita descritta dai vicini come “tranquilla”, “senza tensioni”. “Non c’era niente da rubare da questa anziana signora, modesta, che viveva da 60 anni in questa casa popolare e non possedeva né denaro né gioielli”, ha detto Francis Kalifat, presidente del Crif, il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia, che ha parlato con il capo dello Stato Emmanuel Macron.

La polizia lavora su un esposto della signora Knoll contro una persona del vicinato che aveva minacciato di “bruciarle casa”. Uno dei due fermati e interrogato è un uomo di 28 anni che la conosceva bene, assicura il figlio della vittima. Si tratta di un pregiudicato per furti e violenze sessuali. Il secondo sospetto, anche lui in stato di fermo, ha 21 anni ed è pregiudicato per rapine. Venerdì si trovava nel palazzo dove abitava la Knoll. La comunità ebraica ha invitato a partecipare a una “marcia bianca” in omaggio a Mireille Knoll mercoledì pomeriggio, a Parigi.

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