Antitrust/ Intel: multa record di 1,06 miliardi dalla Commissione europea

Giancarlo Usai (Scuola di Giornalismo Luiss)
Pubblicato il 13 maggio 2009 15:42 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2009 15:44

Multa record a Intel, il colosso dei microprocessori. Ci ha pensato la Commissione europea a punire, con una sanzione di 1,06 miliardi di euro, la multinazionale che ha sede in California. L’accusa è di aver abusato della propria posizione dominante nel mercato dove opera.

Con una quota occupata del 70 per cento delle attività, la Intel da sempre è l’assoluta padrona nella produzione dei microprocessori. Secondo il commissario della Concorrenza Neelie Kroes, si tratta di «un’infrazione così grave e prolungata nel tempo che non può essere tollerata dall’Ue». Concretamente, le accuse a carico della società sono due. La prima riguarda gli sconti mascherati che Intel avrebbe praticato ai fabbricanti di computer, a condizione che acquistassero in via esclusiva solo i suoi microprocessori. Intel ha anche effettuato pagamenti diretti in favore di grandi distributori perché vendessero pc equipaggiati solo con “x86”, il fiore all’occhiello della sua produzione.

La seconda violazione contestata riguarda la strategia che ha portato nel quinquennio 2002-2007 a limitare i circuiti di vendita, cercando di scegliere fra tutti i fabbricanti e i distributori i più fedeli da premiare, cercando di escludere dal mercato gli altri giudicati meno “affidabili”.

Dato che i comportamenti illeciti sono durati per anni, la Commissione ha valutato di comminare una sanzione senza precedenti. Come spiegato nel comunicato pubblicato da Bruxelles, «le azioni di Intel hanno minato la concorrenza e l’innovazione e hanno danneggiato milioni di consumatori europei». Da Santa Clara, intanto, i vertici della “public company” fanno sapere che presenteranno certamente ricorso contro la decisione. In una nota, il presidente e amministratore delegato Paul Otellini afferma che «Intel ha forti eccezioni su questa decisione. Noi crediamo che la decisione sia sbagliata e ignori la realtà di un’alta competizione nel mercato dei microprocessori, caratterizzato da una costante innovazione e da miglioramenti di prestazioni con prezzi in calo. Questo non danneggia affatto i consumatori. Intel si appellerà»