Bruxelles ancora blindata, caccia a Salah e altre 10 persone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Novembre 2015 8:56 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2015 13:37
Arrestato basista di Parigi. Transitò per l'Italia con Salah

Polizia nella metro di Bruzelles (LaPresse)

BRUXELLES –  Salah Abdeslam resta al momento fuggitivo ed è ricercato dalle polizie di mezzo mondo. Oltre a lui, secondo quanto si apprende dalle informazioni diffuse dall’Ocam (la struttura di coordinamento dell’Intelligence e della Polizia belga) in Belgio in queste ore si cerca un altro “martire” pronto a farsi esplodere e anche altre persone, “molteplici sospetti” come ha dichiarato il ministro degli Interni e vice-premier Jan Jambon in un’intervista a VRT.  Secondo France Info, sarebbero almeno una decina gli uomini ricercati, pronti ad attacchi come a Parigi. “Seguiamo la situazione minuto per minuto, non ha senso nasconderlo, c’è una minaccia reale, ma facciamo di tutto per fronteggiarla”, ha aggiunto.

Salah avrebbe con sé una cintura esplosiva e starebbe ancora in Belgio.  Secondo il suo amico ora arrestato che da Parigi lo ha riaccompagnato in auto a Bruxelles, e che ora avrebbe cominciato a collaborare con le forze dell’ordine, Salah “era pronto a farsi saltare in aria”. Le autorità del Belgio pensano quindi che Salah abbia con sé una cintura esplosiva che potrebbe utilizzare da un momento all’altro.

E così, Bruxelles si appresta a passare il secondo giorno consecutivo con l’allerta al massimo livello, metropolitane e negozi chiusi e forze dell’ordine dispiegate ovunque. Il livello d’allerta 4 riguarda la regione federale di Bruxelles formata da 19 Comuni, l’aeroporto,  e la città fiamminga di Vilvorde, da cui provengono diversi estremisti islamici. Le autorità non escludono la possibilità di riaprire la metro nel corso della giornata, dopo un nuovo vertice che si svolgerà intorno alle 17.

Intanto in Turchia, nella notte di venerdì è stato arrestato Ahmad Dahmani. Di origini marocchine e cittadinanza belga, Dahmani è sbarcato all’aeroporto di Antalya il 14 novembre, nei giorni in cui si tiene il vertice del G20. Il 16 novembre, Dahmani si sposta a Managvat per incontrare due siriani, Ahmet Tahir e Mohammad Verd, che lo devono trasferire oltre il confine per riunirlo alle milizie dell’Isis. Ma non riuscirà a farlo.

Ahmad Dahmani ha un peso nelle stragi di Parigi ed ha un legame importante con Salah Abdeslam. I due hanno transitato insieme per l’Italia. L’Intelligence turca, una volta sbarcato in Turchia Dahmani, allerta quella francese ed italiana. La belga no, dato che viene accusata di essere poco collaborativa.

Come scrive Repubblica

Ahmad Dahmani (…) può significare accorciare il tempo che resta a Salah nella sua fuga. (…) Ahmad è infatti a Parigi nelle 72 ore che precedono l’orrore. Ed è lì per fare i sopralluoghi. Come dimostra il suo cellulare, catturato in quei giorni dalle celle in corrispondenza dei luoghi degli assalti. Un cellulare cui i francesi sono arrivati sviluppando il traffico telefonico del telefonino che i tre kamikaze del Bataclan hanno gettato in un cestino dei rifiuti prima di entrare nel teatro. Un cellulare che, in quei giorni, dialogherà, come ricostruito dai tabulati, anche con le utenze di Hasna Aitboulachen, la cugina di Abaaoud che morirà nel raid di saint Denis.

Ma c’è di più. La Polizia italiana scopre che quel nome – Ahmad Dahmani – è nella lista passeggeri del traghetto che, l’1 agosto scorso parte da Bari con destinazione Patrasso. E in quello che, il 4 agosto, da Patrasso farà ritorno a Bari. Su quelli navi c’è anche Salah Abdeslam. E c’è una macchina con targa belga. La ragione di quel viaggio, cominciato il 31 luglio e finito il 9 agosto (come dimostra la carta di credito di Salah sviluppata dall’Intelligence francese che registra movimenti presso sportelli bancari, stazioni di rifornimento, ristoranti) è che i due – Salah e Ahmad – devono incontrare in Grecia Abaaoud. Perché è li che si nasconde l’uomo che l’Is ha incaricato di pianificare la strage

Il primo, nel gruppo di fuoco del Venerdì 13. Il secondo, nelle 72 ore precedenti alla strage, incaricato dei sopralluoghi a Parigi come basista. L’uno e l’altro (..) transitati in Italia tra il 31 luglio e il 9 agosto di quest’anno durante una trasferta in Grecia necessaria a raggiungere il rifugio dove Abdelhamid Abaaoud sta entrando nella fase operativa del piano che deve colpire al cuore la Francia e l’Europa.