Guerra a Isis: Ue appoggia Francia ma no Italia in Siria

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 11:51 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 15:29
Attentati Parigi: due gli artificieri arrestati a Bruxelles

Attentati Parigi: due gli artificieri arrestati a Bruxelles

BRUXELLES – L’Unione Europea si mobilita per la Francia, garantendo sostegno e assistenza militare contro Isis. L’Italia, attraverso il ministro della Difesa Roberta Pinotti, da un lato garantisce sostegno ai francesi, ma dall’altro dice che l’Italia non parteciperà ai bombardamenti in Siria.

Pinotti: “No a intervento italiano in Siria.”

“Escludo un intervento in Siria. Non escludo il rafforzamento dell’intervento in Iraq, nel senso che lo stiamo rafforzando. Mentre i numeri previsti per la nostra missione dal decreto precedente erano attorno alle 500 persone, il decreto che in questo momento è in discussione al Parlamento ne prevede 750”. Così Roberta Pinotti a Bruxelles.  Il nuovo decreto sulla missione in Iraq, specifica il ministro dopo la conclusione del Consiglio Difesa a Bruxelles, significa che “stiamo aumentando notevolmente il numero degli addestratori, come ci era stato richiesto dalla coalizione, con una richiesta specifica di Allen e degli iracheni stessi”. “Eravamo già uno dei contingenti più numerosi, ora lo aumentiamo ulteriormente” conclude il ministro Pinotti.

L’Italia ha “assicurato alla Francia la massima disponibilità rispetto alla collaborazione del nostro Paese”. Dice Roberta Pinotti, che ha ricordato che sul piano militare “l’Italia fa già molto perché siamo tra i primi contingenti in Iraq per la lotta all’Isis” ma è disponibile a dare anche altre forme di sostegno. “E’ chiaro – ha specificato Pinotti – che la lotta al terrorismo non si gioca soltanto con lo strumento militare. C’è il tema della propaganda sul web, quello dei finanziamenti, quello delle indagini e dell’intelligence. Quindi ritengo che le possibilità per collaborare maggiormente possano essere molte”.

“Venerdì – ha continuato il ministro – c’è un’importante riunione dei ministri degli Interni e quella sarà una nuova puntata dove alcune delle cose che possono servire verranno messe a punto”. “Noi sappiamo – ha concluso – che la lotta al terrorismo avrà tempi lunghi e quindi dobbiamo lavorarci con estrema attenzione, mettendo a fuoco gli strumenti necessari e coordinando tutti gli interventi. Credo che però il messaggio più forte di questa mattina è stata la disponibilità di tutti i 28 paesi a dare un sostegno bilaterale sulla base di quelle che saranno le necessità”.

I ministri della Difesa dell’Ue hanno accolto all’unanimità la richiesta della Francia di ricorrere all’articolo 42.7 del trattato dell’Unione, in base al quale se uno Stato membro è vittima di un’aggressione, gli altri Paesi sono tenuti ad aiutarlo con tutti i mezzi in loro potere. “La Francia domanda l’assistenza dell’Europa, e oggi la risposta dell’Europa è sì”, ha detto L’Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, nel corso di una conferenza stampa straordinaria. Adesso la Francia avvierà le discussioni bilaterali con i partner dell’Ue per discutere del tipo di assistenza.

Gli aiuti alla Francia infatti saranno su base bilaterale (tra singoli paesi Ue e Francia), non con una missione di difesa e sicurezza dell’Unione europea, che avrà il coordinamento degli aiuti. Lo ha specificato l’Alto rappresentante Federica Mogherini ricordando che “è la prima volta” che viene applicata la clausola di difesa comune della Ue.

Artificieri arrestati.

Emergono altri dettagli sul fronte delle indagini: oltre a Mohamed Amri, 27 anni, le cinture esplosive dei kamikaze sarebbero state confezionate anche da Hamza Attou, 21, incensurato. In entrambe le abitazioni è stato trovato nitrato di ammonio.

Mohamed Amri e Hamza Attou hanno detto agli inquirenti di aver avuto “solo” il ruolo di tassisti e che la notte degli attentati erano partiti da Molenbeek per riportare Salah Abdeslam da Parigi a Bruxelles. I due hanno spiegato anche di non sapere che Abdeslam avesse preso parte agli attentati e di aver ricevuto la sua telefonata alcune ore dopo gli attacchi, verso le due del mattino, e che lo avevano recuperato tre ore più tardi, alle cinque, a Barbès.

Secondo la ricostruzione dei due, al volante dell’auto, una VW Golf di proprietà di Attou, c’era Amri. Al loro rientro verso Bruxelles, il veicolo è stato fermato tre volte dalle forze dell’ordine, in particolare all’altezza di Cambrai, ma la polizia in quel momento non aveva la segnalazione di Abdeslam e li ha lasciati passare. I tre sono arrivati a Molenbeek quando stava albeggiando. Interrogati sul luogo dove hanno lasciato Abdeslam, Attou e Amri si sono contraddetti, ed hanno dichiarato che Abdeslam appariva un po’ stressato e che non hanno parlato molto lungo la strada del ritorno verso il Belgio.

Ma la loro versione non ha retto alle perquisizioni: in entrambe le loro case sono state trovate armi, in particolare a casa di Attou c’erano munizioni calibro 5.56, ma soprattutto 7.62, usate per i kalashnikov. Risulta ancora latitante Abdesalem Salah, l’ottavo terrorista di Parigi.