Attentati Parigi: Salah fu lasciato vicino stadio Bruxelles

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 14:26 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 14:27
Attentati Parigi: Salah fu lasciato vicino stadio Bruxelles

Attentati Parigi: Salah fu lasciato vicino stadio Bruxelles

BRUXELLES – Salah Abdeslam, di ritorno da Parigi, sarebbe stato accompagnato nei pressi dello stadio Re Baldovino, dove martedì 17 novembre si sarebbe dovuta giocare la partita Belgio-Spagna. Lo scrive il giornale fiammingo Het Nieuswblad, citando fonti di intelligence belga.

La notizia è trapelata da fonti vicine agli inquirenti che stanno interrogando i due arrestati a Molenbeek, Mohamed Amri e Hamza Attou, con l’accusa di aver collaborato agli attentati parigini. Secondo il giornale, i due avrebbero fornito informazioni contraddittorie. Ma uno di loro, Attou, avrebbe detto che Salah, su cui pende tuttora un ordine di arresto internazionale, sarebbe stato condotto nella zona vicina allo stadio di Bruxelles, Re Baldovino. Sempre le stesse fonti, definiscono Salah un individuo “estremamente pericoloso”, ormai in fuga e che non avrebbe “nulla da perdere”.

Mohamed Amri e Hamza Attou hanno detto agli inquirenti di aver avuto “solo” il ruolo di tassisti e che la notte degli attentati erano partiti da Molenbeek per riportare Salah Abdeslam da Parigi a Bruxelles. I due hanno spiegato anche di non sapere che Abdeslam avesse preso parte agli attentati e di aver ricevuto la sua telefonata alcune ore dopo gli attacchi e che lo avevano recuperato tre ore più tardi, alle cinque, a Barbès. Secondo la ricostruzione dei due, al volante dell’auto, una VW Golf di proprietà di Attou, c’era Amri. Al loro rientro verso Bruxelles, il veicolo è stato fermato tre volte dalle forze dell’ordine, in particolare all’altezza di Cambrai, ma la polizia in quel momento non aveva la segnalazione di Abdeslam e li ha lasciati passare. I tre sono arrivati a Molenbeek quando stava albeggiando. Interrogati sul luogo dove hanno lasciato Abdeslam, Attou e Amri si sono contraddetti, ed hanno dichiarato che Abdeslam appariva un po’ stressato e che non hanno parlato molto lungo la strada del ritorno verso il Belgio. Ma la loro versione non ha retto alle perquisizioni: in entrambe le loro case sono state trovate armi, in particolare a casa di Attou c’erano munizioni calibro 5.56, ma soprattutto 7.62, usate per i kalashnikov.