Attentati Parigi, siringhe nella casa di Salah VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 15:33 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 15:36
Attentati Parigi, siringhe nella casa di Salah VIDEO

Siringhe nella casa di Salah

PARIGI – C’erano anche delle siringhe, degli aghi e delle cannule in uno dei covi dei terroristi che hanno compiuto gli attentati di Parigi venerdì 13 novembre. I cronisti del settimanale francese Le Point sono entrati nelle due stanze di un hotel ad Alfortville, nella Valle della Marna, prenotate da Salah Abdeslam con la carta di credito su booking.

Nel video girato da Le Point si vedono, in quelle due stanze, i letti rovesciati per fare spazio, resti di pizza e madeleine al cioccolato e delle siringhe con degli aghi e delle cannule. Ancora non è chiaro se siano state usate dai terroristi per confezionare gli esplosivi o per drogarsi prima di compiere la strage. Alcuni testimoni hanno riferito che gli assassini “sembravano dei morti viventi”, una versione che potrebbe avvalorare l’ipotesi droga.

Quello di Alforville è il secondo covo usato dai terroristi. L’attentatore di Boulevard Voltaire, Brahim Abdeslam, aveva infatti affittato una appartamento a Bobigny dal 10 al 17 novembre.

Proprio oggi, 17 novembre, si è scoperto che Salah Abdeslam di ritorno da Parigi, sabato sera, sarebbe stato accompagnato nei pressi dello stadio di Bruxelles Re Baldovino, dove oggi si sarebbe dovuta giocare la partita Belgio-Spagna. La notizia, data dal quotidiano fiammingo Het Nieuswblad, è trapelata da fonti vicine agli inquirenti che stanno interrogando i due arrestati a Molenbeek, Mohamed Amri e Hamza Attou, con l’accusa di aver collaborato agli attentati parigini.

Secondo il giornale, i due avrebbero fornito informazioni contraddittorie. Ma uno di loro, Attou, avrebbe detto che Salah, su cui pende tuttora un ordine di arresto internazionale, sarebbe stato condotto nella zona vicina allo stadio di Bruxelles, Re Baldovino. Sempre le stesse fonti, definiscono Salah un individuo “estremamente pericoloso”, ormai in fuga e che non avrebbe “nulla da perdere”.