Attentato Nizza, la famiglia del killer conferma: “E’ lui. Ci aveva mandato la foto della basilica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Ottobre 2020 9:39 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2020 10:32
Attentato Nizza, la famiglia del killer: "Ci aveva mandato la foto della basilica. E' lui"

Attentato Nizza, la famiglia del killer: “Ci aveva mandato la foto della basilica. E’ lui” (Foto Ansa)

“Ci aveva mandato la foto della basilica. E’ lui”. Parla la famiglia del giovane tunisino autore dell’attentato a Nizza in cui ieri ha ucciso 3 persone.

Il 21enne tunisino Brahim Aoussaoui, autore dell’attentato di giovedì mattina alla cattedrale di Nizza, aveva detto al fratello, che vive in Tunisia, di “voler passare la notte davanti alla basilica”. Lo ha detto lo stesso fratello ad Al Arabiya.  L’uomo ha anche inviato al fratello “una foto dell’edificio”.

La famiglia ha confermato che “quello che abbiamo visto nelle immagini è lui, il nostro figlio”. “Mi telefonò non appena arrivato in Francia”, ha spiegato la madre. Un vicino di casa ha detto che prima di abbandonare il Paese “aveva fatto diversi lavori”. 

La Tunisia ha fermamente condannato l’attacco terroristico e la procura antiterrorismo della capitale ha aperto un’indagine per fare chiarezza sui contatti e la vita di Aoussaoui in Tunisia. Alcuni familiari sarebbero già stati sentiti dagli inquirenti.

Arrivato in Francia dall’Italia dopo uno sbarco a Lampedusa

Il killer che ha colpito nella cattedrale di Nizza era arrivato dall’Italia dopo essere sbarcato a Lampedusa assieme ad altri migranti. L’uomo sarebbe arrivato in Italia il 20 settembre e il 9 ottobre sarebbe stato trasferito in un Centro per migranti a Bari, dopo la quarantena obbligatoria per tutti coloro che sbarcano.

Non sarebbe “mai stato segnalato dalle autorità” di Tunisi “al contrario di altri, e non era neanche segnalato sotto il profilo della sicurezza nei canali di intelligence”. Lo si apprende da fonti del Viminale che hanno confermato che l’uomo “era clandestinamente sbarcato a Lampedusa il 20 settembre scorso e successivamente destinatario il 9 ottobre di un decreto di respingimento con ordine del questore di abbandonare il territorio nazionale entro 7 giorni”.

Il precedente: Anis Amri

Non è la prima volta che un tunisino sbarcato in Italia si è poi reso protagonista di atti di terrorismo in Europa. A febbraio del 2011, con Silvio Berlusconi premier e Roberto Maroni ministro dell’Interno, sempre a Lampedusa arrivò, assieme a migliaia di tunisini, Anis Amri. L’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino nel 2016. Al momento dello sbarco Amri si dichiarò minorenne, poi trasferito in un centro per minorenni in Sicilia. (Fonti Ansa e Agi).