“Auschwitz è dei polacchi”, minacciata guida di Cuneo che lavora in Polonia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 marzo 2018 8:54 | Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2018 8:54
"Auschwitz è dei polacchi", minacciata guida di Cuneo che lavora in Polonia

“Auschwitz è dei polacchi”, minacciata guida di Cuneo che lavora in Polonia

CRACOVIA – “Auschwitz per le guide polacche“. E poi una stella di David equiparata a una svastica nazista e la frase: “La Polonia per i polacchi”. Le scritte apparse sul muro di una casa di Cracovia durante la notte tra venerdì e sabato, prendono di mira una guida italiana: Diego Audero, 35 anni, originario di Cuneo, vive e lavora in Polonia da undici anni e ne ha assimilato storia e cultura.

Poche settimane fa aveva allestito e curato la mostra sugli internati militari italiani nei lager tedeschi in Polonia nel periodo 1943-1945, ospitata dall’Istituto italiano di cultura di Cracovia e da lunedì in quello di Varsavia. Un atto isolato di un esaltato, un’intimidazione mirata o un’espressione del clima di intolleranza, è compito della polizia e della magistratura polacche appurarlo, ma l’episodio non contribuisce certo a stemperare il clima di sospetto sul sentimento degli ultranazionalisti che tanto allarma l’Europa e che ha fatto della Polonia un “osservato speciale”.

Probabilmente l’utilizzo della stella di David con la croce uncinata può ricollegarsi al volume-guida che lo stesso Audero ha realizzato nel 2017, “Verso lo sterminio – Breve storia degli ebrei di Cracovia 1939-1945″, con percorsi di visita nel Ghetto e a Plaszow. “Mi sento ferito e triste per l’accaduto – commenta Audero – perché la Polonia io la considero come casa mia. Mi ritengo totalmente integrato nella società e a Cracovia sto benissimo.

Da circa un anno ho però avvertito che frange dell’ambiente sono diventate ostili verso gli stranieri, ma io non riesco a sentirmi tale”. Come ha reagito il Museo di Auschwitz dopo l’apparizione delle scritte? “Voglio ringraziare la direzione che è prontamente intervenuta in mia difesa, ma anche tutti i miei amici e colleghi che mi hanno dimostrato la loro vicinanza e la loro solidarietà per quanto accaduto”. E infatti il portavoce del Museo di Auschwitz, Bartosz Bartyzel, non ha nascosto che l’episodio ha destato preoccupazione a tutti i livelli: “Diego collabora con noi come educatore da molti anni, è una guida molto preparata che ha superato tutti gli esami e i corsi di formazione. Non possiamo che sottolineare come Auschwitz dovrebbe essere un luogo di tolleranza e non di discriminazione”.

Appena due giorni prima dell’apparizione delle scritte sull’abitazione di Audero, la responsabile dell’educazione della
regione di Malopolska, Barbara Nowak, aveva scritto su twitter che trovava scandalosa la presenza di guide straniere e che a suo dire il Museo dovrebbe avvalersi solo di guide polacche “affinché rappresentino il punto di vista reale della storia e proteggano l’integrità della Polonia”. Ed aveva aggiunto che “la Polonia ha la responsabilità di scrivere la propria storia e di difenderla dalle falsità dei comunisti occidentali”. Non è un segreto che il direttore del Museo, Piotr Cywinski, sia da tempo nel mirino degli ultranazionalisti, e che sia aspramente criticato dalle colonne di Gazeta Polska.

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