Aviaria: nato un pollo Ogm resistente al virus, blocca i contagi

Pubblicato il 13 Gennaio 2011 13:16 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2011 13:49

Creati polli transgenici “smart” che non trasmettono l’influenza ai vicini di pollaio: i polli OGM, ottenuti con una modifica genetica, potrebbero essere usati per allevamenti sicuri per prevenire epidemie di influenza aviaria che rappresentano una minaccia per la salute umana. Lo studio è stato realizzato da scienziati delle Università di Cambridge e Edimburgo.

Secondo quanto reso noto sulla rivista Science i polli geneticamente modificati (creati solo a scopo di ricerca e non per la filiera alimentare) pongono i ricercatori sulla via giusta per creare polli OGM resistenti all’influenza. L’influenza aviaria, causata dal virus H5N1, ha ucciso oltre 240 persone in tutto il mondo dalla fine del 2003. E’ la febbre dei polli e degli uccelli ma il virus talvolta è riuscito a saltare all’uomo con conseguenze spesso fatali; si teme che l’aviaria un giorno faccia il salto di specie divenendo capace di trasmettersi in modo efficiente da uomo a uomo.

Ciò potrebbe materializzare l’incubo pandemia. Poichè gli animali sono il suo cavallo di battaglia, è importante trovare ogni mezzo per impedire al virus di pullulare nei pollai e modificarsi per divenire più cattivo. Servono allevamenti sicuri che rispettino tutte le misure igieniche necessarie a evitare infezioni e contagi. Fare dei polli resistenti all’infezione sarebbe ideale, ma siamo ancora lontani da tale traguardo.

Però il gruppo di Cambridge, guidato da Laurence Tiley, ha raggiunto un risultato importante. Gli scienziati hanno inserito nel DNA dei pulcini un ”gene esca” che imbroglia il virus dell’aviaria. Quando il pollo OGM viene infettato il macchinario molecolare che serve al virus per riprodursi viene intercettato dal gene esca e quindi il virus non può più replicarsi e infettare altri polli. ”Ci aspettiamo che l’esca funzioni con tutti i ceppi di aviaria e che i virus difficilmente troveranno un modo di aggirarla”, conclude Tiley.