Bari, bimbo nasce da donna britannica sposata con una italiana. Per il Viminale non è cittadino italiano

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 aprile 2019 22:56 | Ultimo aggiornamento: 2 aprile 2019 22:56
Bari, bimbo nasce da donna britannica sposata con una italiana. Per il Viminale non è cittadino italiano

Bari, bimbo nasce da donna britannica sposata con una italiana. Per il Viminale non è cittadino italiano

BARI  –  Se un bambino nasce all’estero da una donna britannica unita civilmente con una donna italiana non può avere la cittadinanza italiana, che si acquista iure sanguinis, per nascita da padre o madre italiani. Sono queste le motivazioni su cui il ministero dell’Interno, tramite l’Avvocatura dello Stato, ha fondato il ricorso con il quale chiede al Tribunale di Bari di cancellare la trascrizione dell‘atto di nascita di un bambino figlio di due donne, una inglese e una italiana. I giudici si sono riservati la decisione.

Nel procedimento si sono costituiti il Comune di Bari, che sostiene la validità della trascrizione dell’atto, e l’avvocatura per i diritti Lgbt, sulla stessa posizione. Nei giorni scorsi la Procura di Bari, che per prima aveva chiesto la cancellazione dell’atto, ha revocato la richiesta dopo aver accertato l’avvenuta trascrizione in Italia dell’unione civile contratta all’estero.

Secondo il ministero, però, “l’unione civile fra la cittadina britannica e la cittadina italiana che risulta indicata come ‘altro genitore’ non può comportare, nonostante la trascrizione in Italia, l’equiparazione di quest’ultima al padre”. Il minore, cioè, “non può considerarsi italiano per non avere alcun legame di sangue con un cittadino italiano”.

Sulla vicenda, iniziata ormai più di due anni fa, tra richieste tramite ambasciate, atti amministrativi e ricorsi giudiziari, è intervenuto oggi anche il segretario della Lega in Puglia, Andrea Caroppo. “Il Comune di Bari ha attestato una circostanza non vera e impossibile – ha detto – ovvero che un bambino sarebbe nato da due donne. Benissimo, dunque, ha fatto oggi il ministero dell’Interno ad opporsi a questo capriccio ideologico ai danni di quel bambino: il Tribunale – ha concluso – non lo consenta”. (Fonte: Ansa)