Belgio. Riesplode caso dei preti pedofili, la polizia perquisisce arcivescovado di Mechelen

Pubblicato il 24 Giugno 2010 20:49 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2010 21:30

Godfried Danneels

Riesplode in Belgio il caso dei preti pedofili: una raffica di perquisizioni è stata effettuata oggi della polizia dopo nuove denunce di abusi sessuali commessi nell’ambito della chiesa. Una trentina tra poliziotti e investigatori, su richiesta della procura di Bruxelles, per ore ha passato al setaccio l’arcivescovado di Mechelen, a circa 25 chilometri dalla capitale, sede dell’arcidiocesi di Mechelen-Bruxelles, il quartier generale della chiesa in Belgio, proprio mentre vi era in corso la riunione della Conferenza episcopale.

Gli agenti hanno poi perquisito la sede della commissione creata per esaminare i casi di abuso sessuale all’interno della Chiesa, così come l’abitazione del cardinale Godfried Danneels, ex primate del Belgio. ”Si tratta di perquisizioni richieste in merito ad un dossier aperto di recente dalla procura di Bruxelles, dopo alcune denunce di presunti abusi sessuali su minori da parte del clero. L’obiettivo è quello di ottenere una serie di elementi di prova”, si è limitato a dire il portavoce del tribunale Jean-Marc Meilleur.

Ma la procura sembrerebbe interessata anche ai casi meno recenti, visto che nelle perquisizioni, oltre a sequestrare il computer del cardinale Danneels, ha anche confiscato 475 dossier della commissione indipendente, guidata dal professor Peter Andraessens, che da mesi raccoglie testimonianze e confidenze su casi di pedofilia in Belgio.

”Siamo scioccati”, ha affermato il professore nel corso di una conferenza stampa, dicendosi soprattutto preoccupato per la privacy delle persone citate nei dossier. Si tratta di vittime che, spesso, ha spiegato, hanno chiesto di non trasferire le loro confidenze alla giustizia. Lunedì prossimo, ha aggiunto il professore, ”decideremo se vale la pena di proseguire il lavoro svolto finora”. Monsignor Andre’-Joseph Leonard, arcivescovo di Mechelen-Bruxelles ed attuale primate del Belgio, ”è stato sempre chiaro dicendo che si doveva praticare una politica di ‘tolleranza zero’ per gli abusi sessuali”, ha ricordato la Conferenza episcopale che, in una breve nota sul suo sito internet, ha anche difeso l’operato della commissione indipendente guidata dal professor Andraessens.

Alla base dell’operazione richiesta giovedì dalla procura, potrebbero esserci le denunce fatte da un sacerdote, ora in pensione, Rik Devillè. E’ stato l’anziano prete a riferire di aver trasmesso diversi dossier alla procura una quindicina di giorni fa, pur non dicendosi certo che poi abbiano dato esito a indagini. Secondo lui, centinaia di abusi sessuali da parte dei preti pedofili sono stati commessi durante gli anni ’90, ma solo una parte hanno ricevuto l’attenzione che meritava da parte della chiesa belga, quando era guidata dal cardinale Danneels.

Oggi, il portavoce del prelato ha riferito che monsignor Danneels non si è opposto ne’ alla perquisizione ne’ al sequestro del suo pc ”ritenendo che la giustizia debba fare il suo corso”. Dopo quella olandese, tedesca e irlandese, anche la chiesa belga nei mesi scorsi era finita nel ciclone degli scandali dei preti pedofili, in seguito alle dimissioni del vescovo di Bruges, reo confesso di aver abusato di un minore per diversi anni.