Belgio, l’ex re Alberto II farà il test del Dna per una causa di paternità

di Caterina Galloni
Pubblicato il 31 maggio 2019 7:45 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2019 18:52
BELGIO ALBERTO

Belgio, l’ex re Alberto II farà il test del Dna per una causa di paternità

ROMA – Alberto II, ex re del Belgio, ha accettato di sottoporsi alla prova del DNA per evitare una penale di 5.000 euro per ogni giorno di ritardo dopo la convocazione per il test nell’ambito della causa di paternità intentata contro di lui dalla 53enne Delphine Boel. Il test potrebbe essere una svolta decisiva in questa causa che va avanti da decenni. Alberto II, che ha abdicato nel 2013 per motivi di salute, non ha mai negato pubblicamente di essere il padre di Delphine, ma fino a oggi si era rifiutato di fornire il DNA.

L’avvocato di Alberto del Belgio ha riferito che dopo aver preso atto della sentenza, che imponeva la penale giornaliera, si sarebbe sottoposto al test “per rispetto alle autorità giudiziarie” chiarendo che l’iniziativa non è un’ammissione di colpa.  Yves-Henri Leleu, legale della Boel, ha detto che la sua assistita “ha reagito molto positivamente, poiché con il test del DNA, le prove saranno evidenti”.

Le voci su una figlia illegittima di Alberto erano in una biografia non autorizzata della moglie Paola Ruffo di Calabria nel 1999 ma è stato solo nel 2005 che Delphine Boel ha affermato che re Alberto era il padre naturale. La donna sarebbe nata dalla relazione che la baronessa Sybille de Selys Longchamps intrattenne fra il 1966 e il 1984 con Alberto, allora principe di Liegi. Nel messaggio natalizio alla nazione nel 1999, re Alberto confessò indirettamente una infedeltà passata e disse che alla fine degli anni ’60 con la regina Paola avevano avuto una “crisi” che quasi distrusse il loro matrimonio ma aggiunto che i problemi coniugali erano ormai superati.

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Sei anni fa, la Boel, che ha una sorprendente somiglianza con alcuni membri della famiglia reale, ha aperto un procedimento giudiziario per dimostrare che Alberto è suo padre. Artista e scultrice, la Boel ha sempre affermato di aver avviato il riconoscimento di paternità a causa della rabbia: la famiglia reale l’aveva messa al bando. (Fonte: Daily Mail)