Benedetto XVI voleva punire Groer, la Curia lo fermò: “Una questione d’immagine”

Pubblicato il 30 Marzo 2010 9:53 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 9:53

Benedetto XVI voleva punire il cardinale austriaco Hans Hermann Groer, ma fu fermato dall’ala della Curia romana favorevole all’insabbiamento e contraria all’inchiesta, ala che avrebbe avuto il sopravvento durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Lo ha dichiarato, secondo il sito della Bbc, l’arcivescovo di Vienna, cardinale Schoenborn,  in un’intervista alla Orf, la tv austriaca.

Cattiva pubblicità, tuonò il Vaticano, quando la pedofilia in seno alla Chiesa poteva essere meglio arginata. Nella sua intervista, Schoenborn ha ricordato gli eventi del 1995, quando l’allora arcivescovo di Vienna, appunto il cardinale Hans Hermann Groer, fu accusato dai media e dalle sue vittime di aver ripetutamente compiuto abusi sessuali su giovani in un monastero negli anni ’70. I vertici cattolici lasciarono libero Groer per altri tre anni, solo nel 1998 il vescovo su ordine della Sanra Sede si dimise chiedendo perdono ma non ammettendo nessuna colpa. Morì nel 2003 in Germania.

In Austria furono dure le critiche contro il Vaticano, sornione secondo gli austriaci nei confronti di Grer. «Ricordo ancora molto chiaramente – ha detto Schoenborn – il momento in cui il cardinale Ratzinger mi disse con tristezza che l’altro campo (gli insabbiatori, ndr) aveva avuto il sopravvento… accusarlo di essere una persona che copre gli scandali vuol dire sostenere cose assolutamente non vere, e io lo affermo perché lo conosco da molti anni».

Il cardinale Schoenborn ha appena deciso di nominare una donna, l’ex governatrice democristiana-popolare (Oevp) della Stiria Waltraud Klasnic, a capo della commissione d’inchiesta sui casi in Austria. Ma questa scelta è stata duramente criticata ieri da organizzazioni cattoliche di base. La signora Klasnic, ha affermato Rudolf Schermann di “Kirche in”, è troppo vicina alla Chiesa, «preferirei al suo posto un ateo obiettivo e dare la priorità alla voce delle vittime». In Germania intanto 20 sacerdoti sono sospettati di abusi nella diocesi di Treviri, quella guidata dal vescovo Ackermann che conduce l’inchiesta sugli abusi per conto della Conferenza episcopale tedesca.