Berlino: bambini di famiglie musulmane picchiano compagna di classe perché ebrea

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 marzo 2018 10:53 | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2018 13:17
Picchiata perché ebrea una bambina di sette anni a Berlino dai compagni musulmani

Berlino: bambini di famiglie musulmane picchiano bambina perché ebrea

ROMA – Una bambina di 7 anni è stata oggetto di minacce e vessazioni in una classe di seconda elementare nel quartiere Neukolln di Berlino: il motivo, spregevole, il fatto di essere figlia di genitori di confessione ebraica.

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela

Gli antisemiti in grembiule sono figli di immigrati musulmani, il quartiere conta un 70% di residenti di origine turca o islamica. “Sei ebrea” si è sentita chiedere la bambina: “Sì, mio padre, anche se non è praticante”, ha risposto lei. A questo punto è scattata la rappresaglia, un fenomeno in crescita che allarma autorità ed istituzioni, “mobbing religioso” si dice in termini sociologici.

«L’Islam trasformato in un’ideologia e il fondamentalismo religioso hanno una forte attrazione sui giovani immigrati», sostiene la direttrice dell’American Jewish Committee di Berlino Deidre Berger. «Radicalizzandosi, i giovani musulmani trovano un’identità, si distinguono e compensano l’esperienza d’isolamento che a loro volta provano in qualità di diversi, di stranieri, di emarginati». (Walter Rahue, La Stampa)

I video delle esecuzioni di Isis, usati come strumento di terrore in classe e nelle chat, gli insulti antisemiti e perfino le minacce di morte “perché non crede in Allah”. Le testimonianze dei genitori di bambini ebrei, che frequentano le scuole elementari a Berlino, riaccendono l’attenzione sull’antisemitismo di matrice musulmana fra i banchi di scuola in Germania.

È la Bild a pubblicare un lungo articolo dedicato al fenomeno, in cui si riportano più casi di minacce e insulti a bambini ebrei, dai compagni musulmani. Sull’aumento del fenomeno interviene anche il presidente dell’associazione degli insegnanti tedeschi, che approfondisce l’allarme: “viviamo casi di insulti antisemiti, ma anche anticristiani e xenofobi”, spiega Heinz Peter Meidinger.

Gli stessi insegnanti sono oggetto di aggressioni verbali”. “Se non si fanno progressi sull’integrazione nei quartieri problematici, si rischia che la situazione in certe scuole di certi quartieri difficili, si rischia una situazione come quella delle scuole americane”. In istituti dove la quota dei migranti è del 70, 80 talvolta 90%, “la situazione può finire fuori controllo”.