Berlino, caccia al killer Anis Amri. Il fratello: “Radicalizzato in Italia, ora si consegni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 dicembre 2016 11:23 | Ultimo aggiornamento: 22 dicembre 2016 12:29
Berlino, caccia al killer Anis Amri. Il fratello: "Radicalizzato in Italia, ora si consegni"

Berlino, caccia al killer Anis Amri. Il fratello: “Radicalizzato in Italia, ora si consegni”

BERLINO – La caccia al killer di Berlino continua e il fratello, raggiunto in Tunisia, gli ha chiesto di consegnarsi alle autorità. Sulla testa di Anis Amri pende una taglia da 100mila euro e le autorità stanno battendo a tappeto i luoghi in Germania dove potrebbe trovarsi il tunisino accusato della strage al mercatino di Natale di Berlino del 19 dicembre. Il fratello, raggiunto dai giornalisti di Bild, sostiene che Amri potrebbe essersi radicalizzato dopo il suo arrivo in Italia e se fosse un terrorista la famiglia è pronto a disconoscerlo.

Il tunisino intanto risulta ancora in fuga, ma le autorità continuano ad indagare su di lui e hanno scoperto che su internet aveva cercato le istruzioni per costruire esplosivi e aveva contattato almeno una volta lo Stato Islamico. Nella notte tra 21 e 22 dicembre poi la polizia e gli uomini delle forze speciali hanno fatto irruzione in un campo profughi di Emmerich, nella regione del Nord Reno-Westfalia, e in alcuni appartamenti di Dortumund, oltre che in alcune case di Berlino. Il bilancio è stato l’arresto di 4 persone, che sono state rilasciate dopo un breve interrogatorio.

Intanto il fratello del presunto terrorista, che è stato rintracciato in Tunisia, ha dichiarato alla Bild che se sarà provata la sua colpa sarà cacciato dalla famiglia e lo ha invitato a consegnarsi alla polizia:

“Si sarà forse radicalizzato nel carcere italiano dopo che aveva lasciato la Tunisia. Se sarà provato che era coinvolto, non farà più parte della nostra famiglia. Lo invito a consegnarsi alla polizia”.

In un primo momento si è parlato dell’arresto di 4 persone che avevano avuto contatti con Amri. Anche la tv N24 dice di non essere in grado di confermare per ora gli arresti di Emerich. Il sito di Wdr riporta che

“Amri dovrebbe aver avuto contatti con il salafita di Dortmund Boban S. e che avrebbe vissuto lì periodicamente. Il serbo-tedesco Boban S., 36 anni, è stato arrestato lo scorso novembre nell’ambito del blitz contro i reclutatori della filiale Isis guidata dal ‘predicatore senza volto’, l’iracheno Abu Walaa”.

Poi nel corso della mattinata di giovedì è arrivata la notizia del loro rilascio. Se il fratello ritiene che si sia radicalizzato in Italia, i sospetti sul suo coinvolgimenti col terrorismo risalgono a prima del suo arrivo in Germania. Da tempo, secondo il New York Times, Amri era nei radar dell’intelligence americana, tanto da essere stato inserito nella no-fly list statunitense.

Ora sulla testa di Amri, tunisino di 24 anni accusato della strage di Berlino, pende una taglia di 100mila euro e le autorità si stanno impegnando al massimo per trovare il sospettato, che sarebbe un vero mago del camaleontismo, come scrive anche La Stampa:

“Dodici nomi, tre nazionalità, una capacità diabolica di comparire e scomparire e una disponibilità di documenti falsi da far impazzire i funzionari tedeschi. È stato in carcere, in Italia per 4 anni, in Germania per solo due giorni. È sfuggito ai provvedimenti di rimpatrio dai due paesi, anche per la complicità delle autorità tunisine che hanno ritardato oltre i termini di legge la procedure di riconoscimento. Ora era sul punto di essere espulso dalla Germania, ammesso che le autorità fossero riuscite a rintracciarlo, ma i documenti necessari dalla Tunisia sono arrivati solo oggi: due giorni troppo tardi.

Le prime tracce lo rivelano in Italia, sbarcato da solo nel febbraio 2011 dichiarandosi minorenne. Potrebbe essere stata la prima bugia, perché secondo i tedeschi oggi Amri di anni ne ha 24. È già inseguito da un’accusa per rapina a mano armata, per la quale sarebbe poi stato condannato in contumacia a 5 anni, secondo quanto riferiscono media tunisini. Ma 4 anni se li è fatti in Italia per danneggiamento e poi, per il ritardo delle autorità tunisine, il provvedimento di espulsione dal nostro paese non è andato a buon fine. Fonti investigative italiane affermano che Amri abbia poi lasciato l’Italia per la Germania dopo che gli era stato notificato un provvedimento di allontanamento. E in Germania appare nel luglio del 2015”.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other