Cronaca Europa

Berlino: caccia a attentatore, armato e forse già all’estero

Berlino: caccia a attentatore, armato e forse già all'estero

Berlino: caccia a attentatore, armato e forse già all’estero

BERLINO – È caccia all’attentatore o agli attentatori in tutta la Germania, dopo che la procura generale ha rimesso in libertà il 23enne pachistano, ritenuto in un primo momento l’autore della strage al mercatino di Berlino. C’è il sospetto che l’uomo sia armato e il timore che possa già aver lasciato la Germania e abbia avuto vita facile nella fuga dal luogo dell’attentato, magari utilizzando la rete metropolitana. Si tratta però, al momento, solo di diverse ipotesi al vaglio degli inquirenti, che non sono ancora in grado di stabilire se si sia trattato di un solo autore o di più uomini.

“L’autore della strage di Berlino è un soldato del Califfato“. La rivendicazione ufficiale arriva dalla Amaq News Agency, agenzia di stampa dell’Isis che si intesta così l’ennesimo atto di terrore in Europa. L’agenzia jihadista parla di “una vendetta per gli attacchi in Siria”. L’annuncio giunge nella serata di martedì 20 dicembre, dopo che la polizia berlinese ha rilasciato il principale sospettato, un profugo pachistano che nelle primissime ore seguenti all’attentato era stato fermato e indicato come il presunto guidatore killer che ha “esportato” a Berlino la tecnica terroristica già rivendicata a Nizza lo scorso 14 luglio.

Ma la polizia, ormai è ufficiale, ha preso l’uomo sbagliato e l’attentatore è ancora a piede libero. L’origine del sospettato, assieme al suo status peraltro di semi-clandestino, hanno innescato un dibattito politico a tutto svantaggio della cancelliera Angela Merkel e della sua politica di apertura ai migranti dell’anno scorso. Il profugo, 23 anni, per motivi non chiari si era dato alla fuga dal luogo dell’attacco attraverso il grande parco cittadino del Tiergarten ma era stato fermato dalla polizia dopo circa un chilometro grazie alla indicazioni di persone che lo avevano notato. Esami del Dna e altri accertamenti non sono stati sufficienti a confermare l’arresto del giovane indicato col nome di Naved.

Il procuratore generale Peter Frank ha ammesso di non poter escludere che in fuga ci sia anche più di una persona. Fra i pochi dati oggettivi ci sono l’uccisione a colpi d’arma da fuoco dell’autista, polacco, il cui corpo è stato rinvenuto al posto del passeggero e i controlli satellitari effettuati sul camion: pur avendo caricato laminati in Brianza venerdì, il tir poi è stato parcheggiato a Berlino con tentativi di metterlo in moto il pomeriggio giorno della strage. Gli investigatori tedeschi non escludono che l’attentatore, non riuscendo a rubarlo, si sia fatto accendere il mezzo dall’autista prima di ucciderlo. La certezza è la nazionalità tedesca di sei delle 11 vittime (tutte adulte) falciate dal mezzo che lascia temere come fra le cinque da riconoscere ci sia Fabrizia Di Lorenzo, la donna di 31 anni di Sulmona che lavora in una azienda di trasporti a Berlino ma è scomparsa la notte dell’attacco.

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