Berlino, microscopici resti di prigionieri politici dei nazisti sepolti 70 anni dopo: furono dissezionati

di Caterina Galloni
Pubblicato il 12 maggio 2019 5:13 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2019 9:19
Berlino, microscopici resti di prigionieri politici nazisti sepolti 70 anni dopo: furono dissezionati

Berlino, microscopici resti di prigionieri politici nazisti sepolti 70 anni dopo: furono dissezionati

BERLINO – Minuscoli resti dei corpi di prigionieri politici giustiziati dai nazisti saranno sepolti nel cimitero di Dorotheenstadt, nel centro di Berlino, a distanza di più di 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. I 300 campioni di tessuto, sottili un centesimo di millimetro e larghi 1 cm, sono stati scoperti dai discendenti di Hermann Stieve, direttore dal 1935 al 1952 del dipartimento di Anatomia dell’Università di Berlino, che eseguiva esperimenti sui corpi degli oppositori del Terzo Reich, noto per le controverse ricerche sul sistema riproduttivo femminile. Tra gli esperimenti quello in cui finì col ritenere che la paura provocasse nelle donne perdite simili a quelle mestruali. 

Andreas Winkelmann, incaricato di determinare l’origine dei campioni, ha dichiarato: “Piccoli campioni di tessuto di questo tipo, generalmente non sono considerati degni di sepoltura. Ma questa è una storia speciale, appartengono a persone cui erano state negate le sepolture affinché i parenti non sapessero dove fossero le tombe”. Alla cerimonia parteciperanno i discendenti delle vittime naziste e successivamente i resti saranno finalmente sepolti nel cimitero di Dorotheenstadt nel centro di Berlino, scelto perché sono presenti molte tombe e monumenti commemorativi dedicati alle vittime del nazismo.

Johannes Tuchel, direttore del German Resistance Memorial Centre, che sta organizzando l’evento insieme all’ospedale universitario di Berlino, ha detto che è stato deciso di seppellire i frammenti poiché sono “gli ultimi resti di persone vittime dell’ingiusto sistema giudiziario nazista. A quell’epoca fu negata loro una tomba e oggi una sepoltura è la cosa più ovvia”. Una targa, inoltre, spiegherà la scoperta. Tra il 1933 e il 1945, furono impiccate o messe alla ghigliottina più di 2.800 persone detenute nella prigione berlinese Ploetzensee. La maggior parte dei corpi fu poi trasferita per la dissezione al dipartimento di Anatomia dell’Università di Berlino.

La maggior parte dei 300 campioni di tessuto trovati nella proprietà di Stieve appartenevano a donne. Winkelmann, che aveva condotto ricerche approfondite su Stieve e sui suoi controversi esperimenti, ha dichiarato che non era chiaro quanti resti di persone fossero inclusi nel lotto di campioni. Circa 20 esemplari sono arrivati con nomi, altri solo con numeri ma gli indizi hanno tuttavia contribuito a tracciare un solido collegamento con le vittime del carcere Ploetzensee. I tessuti, posti all’interno di due lastre di vetro da sette centimetri hanno fornito la prova concreta che i corpi dei prigionieri furono inviati per la dissezione.

Tra le vittime giustiziate a Ploetzensee c’erano 42 combattenti della resistenza dell’Orchestra Rossa di Berlino, una fitta rete di spie che fornivano preziose informazioni militari ai servizi segreti Alleati, e si ritiene che Stievie abbia fatto esperimenti su 13 delle 18 donne che facevano parte del gruppo. Come molti altri scienziati che hanno collaborato con i nazisti, Stevie non è mai stato accusato di alcun crimine e ha continuato a svolgere la professione. Ad essere processati a Norimberga furono solo i medici più alti in grado del Terzo Reich accusati di orribile sperimentazione umana e omicidio di massa.

Il regime nazista scaricò i resti delle vittime politiche in fosse comuni poiché non voleva che i parenti avessero la possibilità di piangere i loro cari su una tomba, luoghi, inoltre, da cui potevano scatenarsi dimostrazioni politiche. Ora avranno una degna sepoltura ma Winkelmann ha sottolineato che su Hermann Stieve “ci sono ancora domande senza risposta nonché su come abbia svolto la sua ricerca”. “Non voglio chiudere questo capitolo: le generazioni future devono essere informate su quanto è accaduto e perché riteniamo che fosse sbagliato”. (Fonte: Daily Mail)