Bilbao, gli hooligan nazisti russi dietro la guerriglia. E Russia 2018 è alle porte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2018 11:00 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2018 11:00
A Bilbao c'è scappato il morto, hooligans russi nazisti in azione

Bilbao, gli hooligan nazisti russi dietro la guerriglia. E Russia 2018 è alle porte

ROMA – A Bilbao hanno scatenato l’inferno subito prima del fischi di inizio della partita di Europa League tra l’Athletic e lo Spartak Mosca: gli hooligan russi, violenti, ubriachi, agitanti vessilli nazisti l’avevano promesso già sui social. E ci è scappato il morto, un poliziotto della polizia basca colpito da doppio infarto.

Ma ormai sono anni (non si contano più le violenze procurate all’estero dagli ultrà in trasferta) che il fenomeno dilaga, con la sostanziale indifferenza, se non sottovalutazione, delle autorità russe. In patria, complici stadi obsoleti, fanno quello che vogliono: la costruzione di nove nuovi stadi in occasione dei Mondiali in Russia 2018 farà forse migliorare la situazione nel medio-lungo periodo, ma per questa estate il rischio di incidenti anche gravissimi è alto.

Il fatto è, scrive James Appel  – giornalista che vive a Mosca e che ha seguito il calcio russo per quasi un decennio – che la cultura de tifo organizzato russo richiama quello delle tifoserie europee di almeno vent’anni fa: prima cioè dei nuovi regolamenti, dell’espulsione delle frange più violente, degli stadi costruiti tenendo conto della sicurezza dei tifosi pacifici. In più c’è la connivenza esplicita con un nazionalismo esasperato che richiama esplicitamente ideologia e simboli nazisti. Specie a Mosca.

Si tratta di gruppi spesso legati all’estrema destra nazionalista, che rappresenta un importante bacino di consenso del presidente Vladimir Putin. Alexander Shprygin, un noto attivista di estrema destra fotografato in passato mentre faceva il saluto nazista, è ufficialmente accreditato con la delegazione della federazione russa. Secondo diversi esperti, scrive il Guardian, Shprygin è stato uno dei principali responsabili dell’introduzione dell’ideologia neonazista in molti gruppi di ultras russi, nel corso degli anni Novanta. (Il Post)