Birmingham, 45enne rischia la vita dopo un intervento di liposuzione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 settembre 2017 7:08 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2017 19:14
Birmingham, 45enne rischia la vita dopo un intervento di liposuzione

Birmingham, 45enne rischia la vita dopo un intervento di liposuzione

LONDRA – Una 45enne di Birmingham è la prima donna nel Regno Unito ad aver sviluppato la sindrome di embolia adiposa (FES) e ha rischiato la vita a 36 ore di distanza da una operazione di liposuzione. La liposuzione è di solito considerata sicura ma a causa del crescente numero di persone obese, che hanno maggiori possibilità di sviluppare dei problemi, le complicazioni sono sempre più frequenti. La rara ma grave sindrome di embolia adiposa, è causata dalla migrazione in un vaso sanguigno di particelle di grasso provenienti dal midollo osseo. I sintomi, quali la febbre, chiazze emorragiche cutanee, dolori al torace e battito cardiaco accelerato, compaiono nel giro di qualche ora e possono insorgere complicazioni emorragiche. I pazienti possono anche soffrire di disorientamento, confusione, convulsioni ed entrare in coma.

La sindrome può anche essere attivata da fratture e ustioni gravi o dalla pancreatite. In rari casi è stata osservata in pazienti che si erano sottoposti a interventi per protesi all’anca o al ginocchio, o alla liposuzione. Secondo uno studio sui decessi causati dalla liposuzione, il rischio di morire è tra 0,003 e 0,1%. La 45enne era obesa, aveva anche il lipoedema, una malattia cronica del tessuto adiposo che spesso colpisce le gambe. L’intervento di liposuzione era mirato a ridurre il volume degli arti inferiori affinché avesse più mobilità e iniziasse a perdere peso. La donna, in precedenza, aveva subito un intervento per fare un bypass gastrico e soffriva di depressione.
La liposuzione era andata bene e i medici avevano eliminato dalle gambe tra i 10 e i 13,5 lt di grasso e liquidi. A distanza di circa 36 ore sono subentrati chiari sintomi di embolia adiposa. Dopo 12 giorni di terapia intensiva, è stata trasferita in un normale reparto e, dopo due giorni, è tornata a casa: nel giro di 2 mesi è completamente guarita. I medici che l’hanno curata sostengono che “l’embolia adiposa in seguito a liposuzione è rara, ci sono pochi casi segnalati nel mondo e, fino ad oggi, nessuno nel Regno Unito”, scrive il Daily Mail.