Bob Curry, da eroe a senzatetto: la storia del militare che assalì l’ambasciata iraniana a Londra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2018 6:04 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2018 19:13
BOB

Bob Curry, da eroe a senzatetto: la storia del militare che assalì l’ambasciata iraniana a Londra

LONDRA – Da eroe nazionale a senzatetto: Bob Curry, ex militare del SAS britannico, nel 1980 prese parte all’assalto dell’ambasciata iraniana nel quartiere di South Kensington, Londra, per liberare 19 ostaggi e diventò un eroe nazionale. Purtroppo dopo quell’avvenimento la sua vita ha preso una piega drammatica, è stato costretto a vivere come un homeless e di questo, accusa l’amministrazione comunale.

Curry, 64 anni, si era guadagnato il soprannome di “Backdoor Bob”, dopo la pubblicazione di una fotografia che lo ritraeva mentre, per salvare gli ostaggi, prendeva d’assalto l’ambasciata dalla porta sul retro.
Nonostante abbia servito per ben sedici anni le forze speciali e alle spalle una carriera di sedici anni in quelle militari, l’ex soldato ora per dormire si divide tra il divano in casa della figlia e un B&B pagato dal suo vecchio reggimento, che lo aiuta da quando ha perso la casa.
L’uomo è apparso nella trasmissione Good Morning Britain e ha raccontato che una volta diventato un senzatetto, per saldare i debiti e portare avanti la battaglia contro l’Herefordshire Council è stato costretto a vendere tutte le medaglie del valore di 200.000 euro, scrive il Daily Mail.
Nel frattempo, Fowzi Nejad, l’unico terrorista sopravvissuto all’attacco, per le leggi sui diritti umani non può essere rimpatriato in Iran e vive a Peckham, nei pressi di Londra. Nejad, ora 61enne, vivrebbe in un lussuoso appartamento dotato di balcone, pagherebbe l’affitto saltuariamente; dopo 28 anni di carcere, nel 2008 il terrorista è stato dichiarato idoneo alla libertà condizionale.
Curry, che dopo il terribile e stressante episodio ha subito due infarti, è registrato al servizio sanitario nazionale come persona affetta da diabete e disabile: nonostante la partecipazione all’assalto, aver prestato servizio in analoghe operazioni nella guerra delle Falkland e in Irlanda del nord.
Nonostante abbia fedelmente prestato servizio alla Nazione, dopo una serie di eventi sfortunati che hanno minato la sua esistenza, l’ex militare lamenta di non aver ricevuto adeguata assistenza: oltre alle varie disabilità, ha dovuto affrontare anche la fine del matrimonio e di una seconda attività lavorativa; fallimenti che lo hanno lasciato sul lastrico sebbene abbia lavorato tutta una vita al servizio del Paese.
Quando gli viene chiesto cosa ne pensa di Nejad, Curry si incupisce: “Per quanto mi riguarda, quell’uomo dovrebbe stare in prigione, dal momento che ha ucciso delle persone”.
Nel Regno Unito, i soldati diventati senza tetto sono circa 1300.
Come riporta “The Sun”, l’unico a beneficiare di questa situazione sarebbe Nejad, l’assalitore sopravvissuto: riceverebbe una pensione di invalidità, che spende tra locali e vizi proprio come un vero playboy.
Nell’aprile del 1980, Nejad e altri cinque uomini entrarono nell’ambasciata, chiedendo l’indipendenza per una parte dell’Iran del sud e prendendo  in ostaggio 26 persone.
Milioni di inglesi seguirono l’assalto in diretta TV: incurante dei vari esplosivi che potevano essere stati posizionati nell’ambasciata, Curry, allora 27enne, fece strada a tutti i suoi compagni, rompendo una finestra con un martello e diventando così un eroe nazionale, purtroppo oggi dimenticato dalle istituzioni.
Più persone, compresi alcuni degli ostaggi liberati, come l’ex poliziotto Trevor Lock, hanno fatto un appello per aiutare Curry.
“E’ una storia molto triste. Tutti meritiamo una casa, specie chi ha servito il corpo militare” ha detto Lock.