Cronaca Europa

La Bulgaria fa i conti con la crisi e per risparmiare chiude 30 ambasciate

La crisi economica colpisce anche il ministero degli esteri bulgaro, che si vede costretto a chiudere 30 delle sue 114 tra ambasciate, consolati generali e rappresentanze diplomatiche in tutto il mondo. Stando al dossier pubblicato oggi sul quotidiano Trud, chiuderanno i battenti anche missioni in paesi dell’Ue e della Nato.

Il ministero degli esteri bulgaro si vede costretto a questo passo perchè deve procedere a un taglio del 15%, ovvero di circa nove milioni di euro del suo budget per il 2010, pari a 60 milioni di euro. E’ vero che nell’elenco figurano paesi ”esotici”, scrive Trud, come Zimbabwe, Cambogia, Nigeria, Etiopia e Mongolia, ma ci sono anche paesi Ue come Irlanda, Estonia, Lituania e Portogallo.

Gli altri stati europei dai quali Sofia intenderebbe ritirare i suoi diplomatici sono Norvegia, Slovacchia e Vaticano. Dovrebbero venir chiuse le rappresentanze diplomatiche anche a Messico, Cuba, Venezuela e Cile. A seguito del taglio, verranno rimpatriati circa 200 degli attuali 844 diplomatici all’estero. Un’altra opzione per far fronte alla crisi sarebbe la vendita di immobili. Delle 220 proprieta’ immobiliari in 72 paesi, il ministero degli esteri vorrebbe venderne quattro, cinque in Europa e una in Australia.

La chiusura delle missioni dovrebbe avvenire gradualmente in due anni, a partire da ora. La lista del ministro degli esteri Nikolay Mladenov e’ stata girata per visione anche agli altri dicasteri. Secondo gli osservatori, considerando gli interessi strategici della Bulgaria, il taglio delle ambasciate sara’ alla fine meno drastico del previsto.

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