Burocrazia: colpisce anche in Gran Bretagna, rallenta la diffusione del vaccino anti covid. Il Mostro non domina solo in Italia

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 3 Gennaio 2021 7:46 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2021 20:25
Burocrazia: colpisce anche in Gran Bretagna, rallenta la diffusione del vaccino anti covid. Il Mostro non domina solo in Italia

Burocrazia: colpisce anche in Gran Bretagna, rallenta la diffusione del vaccino anti covid. Il Mostro non domina solo in Italia

Burocrazia male esclusivo italiano? Non siatene certi. Leggete cosa ha scoperto Giampaolo Scacchi sugli effetti devastanti della burocrazia inglese. Vi convincerete che siamo in buona compagnia. Anche se i nostri burocrati e le nostre leggi  sono i peggiori del mondo.

Per lungaggini burocratiche, mancheranno i vaccini. E per coprire il buco, sarà sospesa l’iniezione di richiamo, rendendo meno efficace la campagna.

I super burocrati della Sanità inglese si difendono dicendo che la prima dose è più che sufficiente. La verità è che la scarsità di vaccino si farà sentire a lungo.

Inoltre molti operatori in pensione del Servizio sanitario nazionale britannico, non sono potuti tornare come volontari negli ospedali.

Perché la domanda di volontariato fosse accolta ai medici era chiesto di fornire 21 documenti. Che includevano anche la frequentazione di un corso di formazione per prevenire i fenomeni di radicalizzazione.
 
Nel mese di luglio, più di 40.000 medici e infermieri hanno presentato al SSN la richiesta di volontariato ma solo 5.000 hanno avuto via libera. Già gli inglesi comunque ci pensavano, in Italia si sono mossi a Natale.

La rivolta dei medici contro la burocrazia 

Claire Barker, medico di base in pensione dal 2017, ha detto che non aveva tutti i documenti richiesti per cui è stato “impossibile” fare la domanda. 
 
Al Telegraph ha spiegato:”Non ne vado fiera. Se vogliono che torni sarò felice di farlo. Ho trascorso la mia vita a fare vaccini. E’ molto frustrante”. 
 
Quando incombeva la minaccia che gli ospedali si ritrovassero sotto pressione, Brian Coooper, medico 73enne che lavorava al Birmingham City Hospital e specializzato nei tumori allo stomaco e all’intestino, è stato uno delle migliaia di ex operatori sanitari ad aver presentato la domanda di volontariato. 
 
Nonostante il SSN chiedesse a gran voce più personale per funzionare a pieno regime, la sua richiesta è rimasta inevasa per sette mesi. Quando finalmente ha ricevuto una risposta gli è stato chiesto di fare un lavoro di individuazione dei contatti, che non richiedeva qualifiche professionali.
Ha detto: “Il problema è che il governo ha avuto una risposta straordinaria da medici e infermieri disposti a tornare e aiutare. Ma alla fine hanno utilizzato solo pochi di questi ex operatori sanitari”. 
 
“Da parte del SSN, al riguardo sembra esserci l’incapacità di allentare la burocrazia. Molti di noi medici in pensione ci sentiamo frustrati poiché potremmo continuare a fornire cure non Covid, molti di noi sono nella fascia tra i 60 e i 70 anni”.

Impossibile usare come volontari i medici pensionati

“Potremmo seguire i pazienti nel trattamento ambulatoriale, fare dei referti nei casi di sospetto cancro. Ciò consentirebbe ai medici più giovani di seguire i ricoveri gravi. Oppure potremmo essere vaccinati ed essere presenti in prima linea”.
 
All’inizio di marzo 2020 i contagi hanno iniziato ad aumentare in modo esponenziale. I medici sono stati trasferiti in prima linea per combattere la pandemia. Ma il SSN, commenta il Daily Mail, ha chiuso la maggior parte dei servizi. 
 
L’iniziativa ha avuto un effetto catastrofico sull’assistenza sanitaria ordinaria. Cifre alla mano, nel 2020 ci sono state 27 milioni di visite mediche in meno e 350.000 segnalazioni in meno riguardanti il cancro. 
 
Andrew Foster, fino a luglio a capo del settore SSN che sovrintende al programma di reclutamento, Bringing Back Staff, sostiene che i funzionari abbiano ignorato la sua richiesta di creare una banca di volontari poiché avrebbe comportato una spesa di £ 30 milioni.

“Era evidente che ci sarebbe stata una seconda ondata e la necessità di vaccinazioni”, ha commentato Foster.