Cadavere di 30 anni fa scoperto in un palazzo di Parigi

di Caterina Galloni
Pubblicato il 12 Agosto 2020 6:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2020 17:19
Cadavere di 30 anni fa scoperto in un palazzo di Parigi

Cadavere di 30 anni fa scoperto in un palazzo di Parigi (Foto Ansa)

Scoperto un cadavere in un palazzo di Parigi appena venduto

Un cadavere di almeno 30 anni fa è stato scoperto nella cantina di un palazzetto di Parigi  durante i lavori di ristrutturazione. Era stato venduto per 35 milioni di euro. I lavori sono stati sospesi. La zona è una delle più lussuose della capitale francese.

Secondo quanto riportato da Le Monde, l’edificio dove un tempo aveva vissuto il poeta e drammaturgo François Coppée dopo 30 anni in cui è rimasto incustodito era ormai fatiscente: crepe nei muri, persiane rotte e quello che una volta era un elegante giardino era invaso da erbacce.

A gennaio, la proprietà al 12 di rue Oudinot è stata venduta a una società olandese attraverso un’asta durata appena un quarto d’ora.

L’acquirente, Jean-Bernard Lafonta, ha pagato 35,1 milioni di euro, quasi sei volte il prezzo di riserva.

Lafonta, ex direttore della società di investimenti francese Wendel e ora a capo del proprio gruppo di holding industriali, a febbraio ha iniziato i lavori di ristrutturazione per riportare la proprietà all’antico splendore, secondo quanto riferito dai residenti a Le Parisien.

Mentre gli operai facevano un sopralluogo hanno scoperto il cadavere.

La scoperta del cadavere in cantina

Le Monde ha scritto che il corpo, la cui scoperta solo di recente è stata resa pubblica, è stato trovato quando nella cantina gli operai hanno rimosso delle assi e delle macerie.

Presentava tracce di ferite, anche di coltello, e ossa fratturate che hanno spinto la polizia ad aprire un’indagine per omicidio.

L’identità della vittima

I documenti trovati sul cadavere hanno permesso alle autorità di identificare l’uomo. Si chiamava Jean-Pierre Renaud, e la sua morte risalirebbe a circa 30 anni fa.

A Le Monde la polizia ha spiegato che era “un senzatetto con problemi di alcolismo”.

“Possiamo ipotizzare una lotta avvenuta con un’altra persona che viveva ai margini. Ma non è chiaro se sia morto all’interno del palazzo o sia stato portato lì.

“Potremmo non scoprire mai chi sia stato il responsabile. È del tutto verosimile che sia morto anche l’assassino”.

I figli di Renaud sono stati informati della morte del padre e Lafonta ha rifiutato di rilasciare commenti. I lavori di ristrutturazione riprenderanno dopo l’estate. (Fonte: The Guardian)