Cameron molla Murdoch, l’alleanza scomoda dopo lo scandalo intercettazioni

Pubblicato il 9 Luglio 2011 11:29 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2011 11:29

LONDRA – Per capire come mai il primo ministro britannico David Cameron si sia preso parte della responsabilità dello scandalo News of The World, bisogna vedere i rapporti che lo legano a Rupert Murdoch e alla sua famiglia. Giovedì è arrivato l’arresto dell’ex portavoce di Cameron ed ex direttore di ‘News of the World’ Andy Coulson, in manette insieme a un altro veterano del domenicale di Murdoch, l’ex Royal Correspondent Clive Goodman, già condannato a quattro mesi cinque anni fa per lo scandalo delle intercettazioni.

Non c’è solo il ‘News of the World’ nello scandalo: ”Siamo dentro tutti, la stampa, i politici, i leader dei partiti e sì, anche io”, ha detto Cameron in una conferenza stampa convocata per assumersi la piena responsabilità di aver dato a Coulson, ”un amico” in difficoltà, una ”seconda chance”. Era stato il leader dell’opposizione laburista Ed Miliband a chiedere a Cameron di scusarsi per aver portato Coulson ”al cuore del governo” e questo spiega i rapporti Cameron-Murdoch. Il New York Times ricostruisce l’avventura imprenditoriale del magnate dei media, nato in Australia ma capace negli ultimi 40 anni di influenzare la politica in Gran Bretagna in modo da piegarla agli interessi delle sue aziende.

La decisione di appoggiare Cameron alle passate elezioni politiche, anziché i Labour come fatto in precedenza, ha avuto un ruolo cruciale nel far vincere  i Conservatori. E ora, a scandalo scoppiato, i Murdoch, scrive il NYT, farebbero meglio a preoccuparsi di più delle immediate conseguenze giudiziarie più che delle inevitabili e profonde ripercussioni politiche.

Ora, da parte di Cameron, la presa di distanza è netta. Rebekah Brooks – l’amministratore delegato di News International che è stata direttore di News of the World quando fu violato il cellulare di una ragazzina uccisa – dovrebbe dimettersi, ha suggerito Cameron. E anche James Murdoch, figlio dello ‘squalo’ e capo delle operazioni di News Corp in Europa e Asia che venerdì di punto in bianco ha annunciato la chiusura di News of the World, dovrebbe rispondere alla polizia per il suo ruolo personale in una vicenda ”disgustosa”,è stato l’affondo dell’inquilino di Downing Street.

‘Rebekah la rossa’, tuttavia, resta al suo posto: ”Faccio da parafulmine per tutte le critiche”, ha detto in un blindatissimo meeting con i giornalisti del domenicale che in blocco, da sabato, perdono il posto. Un intervento dai toni drammatici e dal grande pathos, secondo le indiscrezioni, nel quale l’amministratore delegato del giornale ha promesso di aiutare i cronisti a trovare un nuovo lavoro. ”Capisco che voi siate arrabbiati con me, ma io sono arrabbiata con chi ha fatto tutto questo e mi sento profondamente tradita”, ha detto, spiegando che la decisione di chiudere il giornale ”non è stata presa con leggerezza” ma che è stata una scelta obbligata ”perché avremmo avuto davanti due anni di battaglie legali e perché il brand era diventato tossico”.

L’ultimo, misterioso accenno è stato ad altre e ancor più gravi rivelazioni che devono ancora venire. Difficile immaginare comunque come e in quale direzione questo già devastante scandalo possa allargarsi: ieri il giovane Murdoch aveva ammesso ”colpe personali” che, ad esempio nelle offerte di patteggiamento con alcuni vip tra cui l’attrice Sienna Miller e l’ex avvocato di Silvio Berlusconi David Mills, potrebbero prefigurare un tentativo di insabbiamento. Un tentativo di inquinamento le prove lo denuncia invece oggi il Guardian, con la cancellazione di milioni di email da parte di un ”senior executive” di News International relative al caso News of the World.

E mentre Scotland Yard perquisisce la redazione di un altro tabloid d’assalto, il ‘Daily Star’, dove era andato a lavorare Clive Goodman una volta uscito di prigione, Cameron ha annunciato un pacchetto di misure tra cui un’inchiesta su News of the World guidata da un magistrato indipendente, una seconda inchiesta che scatterà in estate sull’etica dei media e l’abolizione della Press Complaints Commission, sotto il cui occhio poco vigile si è sviluppato lo scandalo: sarà sostituita da un organismo più efficace. Lo scandalo ”sarà un momento catartico”, ha auspicato il premier mentre in un commissariato del sud di Londra al suo ex spin doctor venivano prese le impronte digitali.