Cronaca Europa

Carcere a vita per Peter Conan, lo Squartatore che seminò il terrore nello Yorkshire

Peter Conan

Squartatore dello Yorkshire resterà in carcere per il resto della sua vita. Tolleranza zero quindi nei confronti di Peter Coonan l’ex camionista accusato di omicidi a sfondo sessuale o parasessuale. L’Alta Corte di Londra ha definito la ”campagna di omicidi” e di ”terrore” inflitta a suo tempo da Coonan agli abitanti dello Yorkshire come un ”unicum”, a meno che non si prenda come termine di paragone un attacco terroristico di vasta scala.

Coonan, conosciuto anche con il cognome di Sutcliffe, oggi ha 63 anni, diede inizio alla sanguinosa scia di omicidi nel luglio del 1975, quando aggredì la Anna Rogulskyj, 36 anni, con un martello: dopo averla tramortita la sventrò con un coltello. Anna, incredibilmente, si salvò. Coonan venne infatti ”disturbato” dall’intervento di un vicino. Questo però non gli impedì di continuare nel suo folle progetto di sterminio. ”Sono in missione per conto di Dio: devo uccidere le prostitute”, ebbe a dire lo squartatore dopo la sua cattura, avvenuta nel 1981. Anche se, a ben vedere, non tutte le sue vittime esercitavano la professione.

A conti fatti, Peter venne processato per 13 omicidi e sette tentati omicidi. E si guadagnò il sinistro nomignolo a causa delle orrende mutilazioni che infliggeva alle sue vittime usando martello, coltello e un cacciavite affilato a secondo delle necessità. Serial killer prolifico e ”cacciatore”, Coonan è stato messo in relazione ad altri crimini commessi contro le prostitute dello Yorkshire, della Greater Manchester e del Lancashire tra il 1969, l’anno del suo primo arresto, quando venne pizzicato a vagare con un martello in mano nel quartiere a luci rosse di Bradford e venne incolpato di furto con scasso, e il 1975.

Ma non furono raccolte prove abbastanza schiaccianti per provare la sua colpevolezza. Detto questo, gli inquirenti – finiti al centro di aspre critiche per essersi fatti più volte scappare Coonan da sotto il naso – non hanno avuto difficoltà a montare un caso contro di lui davanti al giudice. Che ha condannato lo squartatore a 20 ergastoli. Ora, a quasi 30 anni dal processo, il giudice Mitting ha ribadito l’opportunità di non concedergli la libertà vigilata – richiesta contemplata dal codice britannico nonostante la gravità dei crimini commessi.

To Top