Carlo d’Inghilterra, principe dell’ipocrisia, predica la decrescita felice e vive come un satrapo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 marzo 2018 6:49 | Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2018 17:52
Il principe Carlo (foto Ansa)

Il principe Carlo (foto Ansa)

LONDRA – Carlo d’Inghilterra, principe dell’ipocrisia, predica la decrescita felice e vive come un satrapo. Il paragone con Beppe Grillo viene fin troppo spontaneo. La rivelazione è in un nuovo libro, appena uscito a Londra,  “Rebel Prince: The Power, Passion and Defiance of Prince Charles”, di Tom Bower, edito da William Collins.

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Troppe volte, il principe Carlo è sembrato ignaro del contrasto tra ciò che predica e ciò che pratica.
In pubblico, si è presentato come un cittadino degno, molto interessato a fare economie e salvare il pianeta al punto che per risparmiare acqua aveva ritenuto necessario mettere mattoni in tutte le cisterne.
Tutto ciò andava molto bene, ma una rapida occhiata a solo un anno dei suoi viaggi lo espone come una sorta di ipocrita.

All’inizio del 2009, ha noleggiato un jet per un “tour ambientale” di dieci giorni in Cile, Brasile ed Ecuador. Lasciando da parte il contributo apportato al riscaldamento globale, il costo è stato di 700.000 sterline.
Due mesi dopo, ha volato su un Airbus A319 noleggiato in Italia e Germania per promuovere le politiche sul cambiamento climatico del governo britannico. Il costo era 80.000 sterline, una cifra ben maggiore rispetto alle 15.000 sterline che avrebbe pagato per dei voli di linea.
Come sempre, la giustificazione era la praticità e l’eccessiva quantità di bagagli, compresa la carne bio e altri cibi speciali che aveva portato con sé.
Al ritorno, ha usato il treno reale per un “green” tour di cinque giorni volto a incoraggiare i giovani a “procedere leggermente sul nostro pianeta”. Quel viaggio è costato 90.000 sterline.

Poco dopo, è partito per una conferenza a Manchester sempre sul treno reale, trainato da un motore a vapore che produceva 90 volte più di anidride carbonica rispetto a un’auto familiare.
Quando si tratta di mettere in pratica ciò che predica, la passione per i viaggio lussuosi non è il solo tallone d’Achille.
In un video trasmesso nel 2013, ha esaltato la dimensione “spirituale” della campagna, si è lanciato in voli pindarici su “i trattori nei campi, i lavoratori specializzati, l’allevamento, le coltivazioni e la biodiversità del paesaggio, ora molto a rischio a causa del cambiamento climatico, epizoozie e un insensibile sviluppo”.
A distanza di poco tempo, tuttavia, ha permesso al Ducato di Cornovaglia di vendere 55 ettari di terreno agricolo di prima qualità, nella valle di Tregurra, a est di Truro, per realizzare un complesso residenziale, un supermercato Waitrose e un enorme parcheggio.
“Il principe Carlo deve avere la pelle da rinoceronte per non riconoscere la sua ipocrisia” si erano lamentati i contadini che su quella terra coltivavano il fieno e pascolavano il bestiame.
Anche i lettori della rivista Country Life erano rimasti perplessi. Nel numero di novembre di quell’anno, il principe aveva infatti scritto sulla “follia” della perdita di terreni agricoli a causa dei costruttori, accusava le catene dei supermercati di spremere i redditi degli agricoltori.
Tuttavia, l’interesse personale sembrava annullare qualsiasi comprensione che avesse eventualmente potuto provare nei confronti degli agricoltori.
In un altro videomessaggio, registrato in occasione dell’Earth Day, il 22 aprile, per conto del World Wildlife Fund, ha esortato le persone a spegnere le luci per la salvaguardia dell’ambiente.
Lo stesso giorno, si è recato a 80 miglia da Highgrove nel Gloucestershire ad Ascot nel Berkshire, a bordo di un elicottero con base a Farnborough, nell’Hampshire: un viaggio di andata e ritorno di 250 miglia.