Case di cura, Amnesty International contro Boris Johnson: “Durante pandemia violati diritti umani”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 10 Ottobre 2020 7:31 | Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2020 17:28
case di cura

Case di cura, Amnesty International contro Boris Johnson: “Durante pandemia violati diritti umani” (foto ANSA)

Amnesty Internional accusa il governo britannico sulla politica attuata nelle case di cura durante la pandemia: “Hanno violato i diritti umani”.

“Hanno violato i diritti umani fondamentali degli anziani vulnerabili”. E’ quanto sostiene il rapporto di Amnesty International riguardo alla politica britannica attuata nelle case di cura durante la pandemia, osservazione che potrebbe ugualmente essere applicata in Lombardia.

Il trattamento cui sono state sottoposte le persone anziane è stato “inumano, degradante, incomprensibile”.

Le case di cura sono state “travolte” dai contagi e il rapporto ritiene il governo britannico come “direttamente responsabile”.

L’analisi, condivisa in esclusiva con il Mail on Sunday prima della pubblicazione, mette a nudo una serie di fallimenti e di inquietanti decisioni che hanno portato alla tragedia.

Il Daily Mail riporta le conclusioni del rapporto. E’ un verdetto di condanna che senza dubbio darà voce alla rabbia e all’angoscia di migliaia di famiglie.

Le politiche del governo britannico sulla pandemia hanno violato i diritti umani fondamentali delle persone anziane vulnerabili nelle case di cura, ha concluso il rapporto.

Sono state prese decisioni “inspiegabili” che “nella migliore delle ipotesi sono state negligenti”.

Le misure hanno esposto gli anziani al virus e dunque, fondamentalmente, hanno impedito loro di ricevere cure mediche che avrebbero salvato la vita.

Ciò ha comportato decine di migliaia di morti e il rapporto mostra chiaramente che i ministri “sapevano fin dall’inizio” che il Covid-19 rappresentava un notevole pericolo per i 400.000 residenti delle case di cura del Regno Unito, molti dei quali sono fragili e convivono con molteplici patologie.

Ma pur affermando ripetutamente che la necessità di proteggerli era al centro della politica, in realtà è accaduto esattamente l’opposto.

Nel giro di tre mesi, il settore dell’assistenza sanitaria è stato colpito da uno tsunami di decessi.

Nelle case di cura sono stati registrati 28.186 morti di cui 18.562 attribuite al Covid-19, ovvero il 40% di tutti decessi per virus.

Si ritiene che le altre morti, circa 10.000, siano per Covid ma non registrate a causa della mancanza di tamponi e come conseguenza indiretta della pandemia.

Amnesty International chiede che venga avviata quanto prima un’inchiesta pubblica indipendente.

Un’iniziativa che costringerebbe i funzionari a produrre documenti e verbali finora tenuti segreti.

Anche i ministri, compreso il ministro della Sanità Matt Hancock – il responsabile ultimo della strategia, osserva il tabloid britannico – sarebbero convocati per testimoniare sotto giuramento e costretti a giustificare le loro azioni.

A luglio, il Primo Ministro Boris Johnson ha acconsentito a un’inchiesta indipendente “in futuro”, ma Amnesty ha sottolineato l’urgenza della questione.

Sostiene che, sebbene tali deliberazioni possano richiedere anni, dovrebbe essere possibile avviare immediatamente una fase “provvisoria”.

Con la spirale di contagi Covid-19 e la minaccia incombente di un secondo lockdown nazionale, al fine di prevenire ulteriori decessi evitabili è imperativo che vengano intraprese immediatamente misure per stabilire cosa è andato storto.

“Si è già perso troppo tempo”, è il commento del rapporto. (Fonte: Daily Mail)