Nella vicina Francia otto centrali nucleari “non sono sicure”

Pubblicato il 19 Settembre 2011 12:11 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2011 12:18

Il sito nucleare di Marcoule (lapresse)

PARIGI- Arriva il cartellino giallo per otto delle 19 centrali nucleari francesi, ammonite dall’ASN, l’Authority per la sicurezza nucleare: non sono abbastanza sicure, non soddisfano le nuove esigenze dettate dal dopo-Fukushima, in particolare la resistenza ai terremoti e alle inondazioni. Secondo i dossier messi a punto dall’ASN e resi noti da Le Journal du Dimanche, in una lettera datata 23 agosto e indirizzata dall’ASN al direttore della centrale di Cattenom, nell’est del paese, si legge: ”Non siete stati in grado di specificare agli ispettori quale sarebbe il vostro piano d’azione post-sismico in seguito a scosse gravi”.

Le ispezioni e i rapporti sono stati un complemento agli stress-test sulle centrali francesi, che hanno dato risultati tranquillizzanti.

Fra gli aspetti insoddisfacenti delle otto centrali nucleari di Golfech, Civaux, Cattenom, Flamanville, Penly, Gravelines, Saint-Alban e Le Blayais, ci sono soprattutto quelli riguardanti la reazione ad alcune catastrofi naturali ipotetiche, all’interruzione dell’alimentazione elettrica con conseguente blocco delle fonti di raffreddamento e la gestione di alcune situazioni di emergenza.

In tutto sarebbero oltre 200 le ”azioni correttive” invocate dagli ispettori nelle centrali. Per il direttore della sicurezza dei reattori (in Francia sono 58 quelli in attivita’), Martial Jorel, ”i rischi sismici non sono stati percepiti nel loro giusto valore in Francia, un paese in cui i movimenti tellurici sono poco frequenti”. Ma dopo l’incredibile sequenza di catastrofi dell’11 marzo scorso in Giappone, con il terremoto e lo tsunami gigante, le esigenze sono cambiate.

E l’allarme di una settimana fa nella centrale per il trattamento delle scorie di Marcoule, nel sud, dove c’è stata soltanto l’esplosione di una fornace, non classificato neppure come incidente nucleare, ha fatto tornare prepotentemente d’attualità nel paese il dibattito sulla sicurezza degli impianti.