Charlie Hebdo. Coco, la ragazza che ha aperto: “Così mi sono salvata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2015 11:14 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2015 11:58
Charlie Hebdo, il racconto di Coco, una delle vignettiste: "Ho aperto io..."

Corinne Rey, meglio conosciuta come “Coco”

PARIGI – E’ stata Corinne Rey, una delle vignettiste di Charlie Hebdo, ad aprire la porta della redazione agli attentatori. La Rey, meglio conosciuta come Coco, è sopravvissuta al massacro. Come racconta, in un’intervista a L’Humanité, stava rientrando dopo essere andata dalla figlia all’asilo. Sotto la minaccia delle armi è stata costretta a digitare il codice per entrare nell’ufficio.

“Superato l’ingresso hanno sparato a Wolinski poi a Cabu. Erano seduti uno accanto all’altro. Tutto è durato cinque minuti, forse anche meno. Una pioggia di colpi. Io sono riuscita a ripararmi sotto una scrivania e non si sono accorti che ero lì. Parlavano un ottimo francese, urlavano e sostenevano di essere di Al Qaeda”.

“Ero andata dalla mia bambina all’asilo. Quando sono arrivata davanti alla porta del palazzo del giornale, due uomini incappucciati e armati mi si sono avvicinati con i kalashnikov il passamontagna calato sul viso e mi hanno spinto per digitare il codice che apre la porta. Di corsa sono saliti diretti verso l’ufficio. Poi gli spari”.

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“Dov’è Charlie Hebdo? Dov’è Charlie Hebdo?”, urlavano gli assassini, raccontano i testimoni, prima di uccidere la loro prima vittima, un addetto alla portineria che cercava di fermarli. Poi al piano superiore e l’irruzione all’interno dei locali del settimanale dove nessuno ha avuto il tempo di reagire.

Si è salvata dal massacro anche un’altra disegnatrice, Catherine Meurisse, arrivata in ritardo alla riunione di redazione che si stava svolgendo nel momento dell’attacco:

“Ho visto i due uomini incappucciati che correvano per la strada nel momento stesso in cui stavo arrivando al palazzo. Volavano spediti, da una parte all’altra del marciapiede. Erano molto agili ma l’attitudine era quella di un assalto in sile militare. Non mi sono resa conto subito di quello che avevano fatto nell’ufficio del mio giornale”.

Aggiunge alcuni dettagli alla scena Yve Cresson, produttore di audiovisivi con l’ufficio accanto a quello della redazione, che su Twitter scrive: “Intorno alle 11,25 i due assalitori sono entrati nel palazzo sbagliato. Hanno approfittato della postina che entrava nell’immobile ma poi sono subito riusciti. Devono essersi accorti di non essere entrati nel palazzo che era il loro obiettivo. Con la stessa velocità si sono diretti verso il portone giusto”.