Charlie Hebdo, la banda dei 6 complici: l’autista di Coulibaly e gli altri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2015 11:20 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2015 12:02
Charlie Hebdo, la banda dei 6 complici

Amedy Coulibaly e Hayat Boumeddine

PARIGI – La banda dei sei: sono i sei complici dei terroristi che hanno creato il panico a Parigi per 48 ore. C’è l’autista di Coulibaly, quello che ha favorito la fuga della sua donna. E poi ce ne sono altri di cui non si sa ancora niente. Si sa solo che sono sei. In Francia è caccia a sei complici dei terroristi di Charlie Hebdo e dell’ipermercato ebraico. I fratelli Said e Cherif Kouachi e Amedy Coulibaly non hanno agito da soli. Lo testimonia il video postato online 48 ore dopo la strage all’Hyper Cacher di Porte de Vincennes, Parigi, e il fatto che a portare lì Coulibaly c’era qualcuno. Qualcuno che guidava la Mini Cooper intestata a Hayat Boumeddine, moglie di Coulibaly.

Si pensava fosse lei la complice. Ma quando quattro parigini persone venivano ammazzati a sangue freddo nel negozio di alimentari kosher, Hayat era già lontana. Il 2 gennaio aveva lasciato il territorio francese, aveva raggiunto Madrid e da lì si era imbarcata su un aereo diretto ad Istanbul. L’8 gennaio aveva varcato il confine con la Siria.

Non era lei, quindi, nell’auto che ha accompagnato Coulibaly. Il complice è il primo ricercato. Ma è caccia anche ad altre cinque persone. L’intelligence francese cerca una vera struttura organizzata pronta ad agire ancora, come fanno temere le minacce di Al Qaeda ai francesi per la loro presenza militare in Mali e nella Repubblica Centrafricana.

Dopo gli attentati di Montrague, contro due poliziotti (una uccisa, l’altro ferito), il fallito colpo alla scuola ebraica della zona, e poi a Charlie Hebdo e a Porte de Vincennes si collegano ad un piano islamista anche altri due attentati. Il primo è avvenuto sempre mercoledì 7 gennaio, intorno alle 20. Un uomo stava facendo jogging quando qualcuno gli ha sparato con una pistola automatica con pallottole compatibili con quelle di una delle armi di Coulibaly. La vittima, prima di entrare in coma, è riuscita a fornire una descrizione dell’aggressore, e non pare si tratti di Coulibaly. Quindi era  un suo complice.

C’è anche un altro episodio che è stato messo in relazione con gli attentati dei fratelli Kouachi e di Coulibaly. Giovedì 8 gennaio, verso le 20:30, una autobomba è esplosa a Villeujeuf, periferia Sud di Parigi, poco dopo la sparatoria di Montrouge. Nessuna vittima. E lì per lì nessuno ha collegato l’episodio con gli altri. Ma nel video-rivendicazione dei terroristi parigini si fa riferimento ad una “auto fatta esplodere a Parigi”. Cioè quell’auto.