Chernobyl, Zichichi: “La catastrofe fu causata dai dirigenti: aumentarono la potenza del reattore per vincere il Premio Lenin”

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 8 Giugno 2020 20:29 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2020 20:29
Chernobyl, Zichichi: "La catastrofe fu causata dai dirigenti: aumentarono la potenza del reattore per vincere il Premio Lenin"

Chernobyl, Zichichi: “La catastrofe fu causata dai dirigenti: aumentarono la potenza del reattore per vincere il Premio Lenin” (foto ANSA)

ROMA – “La catastrofe di Chernobyl non è stata causata da un problema scientifico o tecnico, ma culturale: i dirigenti del reattore n. 4 della centrale nucleare, per vincere il ‘Premio Lenin’, portarono a un aumento incontrollato la potenza del reattore”.

Lo rivela il fisico Antonino Zichichi nella presentazione al nuovo libro di Francesco Bigazzi, intitolato ‘Testimone a Chernobyl’ (Mauro Pagliai Editore, pp. 320, euro 16) e dedicato all’incidente nucleare del 1986 in Unione Sovietica.

A Chernobyl “il problema non fu scientifico né tecnologico, ma culturale”, ribadisce Zichichi mentre “l’Italia, venti anni fa era in prima fila nella competizione mondiale per la costruzione di centrali nucleari con il massimo livello di sicurezza” ma “dovette abbandonare questa posizione privilegiata per via dell’insulto alla scienza venuto da Chernobyl. Al grande pubblico bisogna trasmettere messaggi chiari affinché la cultura del nostro tempo – detta moderna – ma in realtà pre-aristotelica, possa finalmente correre al passo delle grandi conquiste scientifiche”.

Il 9 maggio 1986, tredici giorni dopo l’esplosione del reattore, otto cronisti furono autorizzati ad accedere al luogo della tragedia. Tra questi c’era, Francesco Bigazzi, allora corrispondente dell’Ansa, considerato uno dei maggiori esperti italiani di storia e cultura russa.

Tornato più volte sul posto, Bigazzi ha continuato a seguire la vicenda da vicino raccogliendo storie, dati, voci esclusive. Il suo libro, nato da anni di indagini scrupolose, racchiude in particolare una lunga intervista a Vladimir Shikalov, fisico nucleare che fu supervisore dei programmi d’esame diagnostico all’interno del reattore distrutto di Chernobyl, guidando i coraggiosi “liquidatori” che condussero le operazioni di emergenza per il contenimento del disastro.

La sua testimonianza inedita si aggiunge a quella di Oleg Genrich, operatore della sala centrale del reattore n. 4, divenuto invalido a seguito di profonde ferite provocate da fiamme e materiale radioattivo.

Il risultato è il racconto dettagliato della catastrofe dove emerge anche l’oscurantismo di chi, pur informato dei fatti, ha preferito tacere cercando di nascondere una terribile verità, come è accaduto anche in recentissimi disastri internazionali.

“Il libro – spiega il vicedirettore dell’Ansa Stefano Polli nell’introduzione – è un pezzo di storia ma è anche incredibilmente attuale perché disegna un’umanità spaventata e atterrita di fronte a un evento sconosciuto e senza precedenti. Impossibile non pensare ai giorni nostri e al Coronavirus”. (fonte ANSA)