Cipro, turista britannica costretta a denunciare violenza di gruppo da 12 israeliani?

di Caterina Galloni
Pubblicato il 6 Agosto 2019 5:22 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2019 20:30
Cipro, turista 19enne britannica costretta a denunciare violenza di gruppo da 12 israeliani?

La polizia di Cipro in una foto Ansa

ROMA – La turista britannica 19enne detenuta a Cipro per presunte false dichiarazioni su uno stupro di gruppo da parte di 12 giovani israeliani, secondo alcuni report sarebbe stata costretta a firmare una confessione “fabbricata” dalla polizia.

Alla ragazza è stato negato un avvocato e fatta firmare la dichiarazione dopo essere stata tenuta alla stazione di polizia per otto ore. Il mese scorso la giovane aveva denunciato lo stupro da parte di dodici israeliani tra i 16 e i 18 anni nella località turistica di Ayia Napa.

Dopo la confessione i giovani sono stati rilasciati, scrive il Daily Mail, mentre lei se giudicata colpevole dovrà affrontare un anno di carcere. Sembra, secondo quanto riportato dal tabloid britannico, che se non avesse ritirato la denuncia la polizia avrebbe minacciato di arrestare i suoi amici.

Michael Polak, un avvocato britannico che rappresenta la 19enne, ha dichiarato:”La confessione è stata ottenuta sotto pressione, di fronte alle minacce che le hanno rivolto. Non ha potuto avvalersi di un legale come aveva diritto ai sensi della Convenzione europea sui diritti umani”.

“All’adolescente, inoltre, non è stato detto di poter lasciare la stazione di polizia né di avere la possibilità di andarsene in qualsiasi momento”. L’avvocato ha detto a The Sun:” Purtroppo non è stato registrato nessun procedimento da parte della polizia cipriota” mentre nel Regno Unito gli interrogatori devono essere registrati per legge.

Pochi minuti prima di essere accusata alle 2.30 del mattino la ragazza ha inviato dei messaggi agli amici sostenendo che la polizia non l’avrebbe lasciata parlare con nessuno.

“Ho detto che ho il diritto di avere un avvocato. Non a Cipro, forse nel Regno Unito non a Cipro. Mi hanno fatto firmare un falso …”, ha scritto la giovane e altri messaggi ai suoi amici dicevano:”Cose brutte con la polizia. Pensano che sia una cospirazione e hanno minacciato un mandato di arresto internazionale per arrestarvi tutti”.

I ragazzi israeliani, in vacanza prima di iniziare il servizio nazionale, hanno tutti negato lo stupro e tre dichiarato di aver avuto rapporti consensuali con la ragazza in un hotel.

Prima che fosse accusata, si ritiene che abbia avuto dei flirt vacanzieri con uno o più adolescenti.

La giovane potrebbe ora affrontare un’azione civile da parte di alcuni degli ex sospetti che hanno intenzione di fare causa per più di 50.000 euro ciascuno di risarcimento.

I rapporti della polizia visti dal Sun indicano inoltre che dagli esami medici di due israeliani sono emersi “graffi sospetti” e lividi sulla schiena e sul torace ma i i ragazzi hanno sostenuto di essere stati aggrediti dagli amici della 19enne e dal direttore dell’albergo che ha negato avesse avuto luogo la lotta.

Sembra inoltre che i rapporti includano i dettagli del racconto di uno dei giovani israeliani che avrebbe cambiato versione.

Il team legale della ragazza sostiene che è stata vittima di “revenge porn”: i giovani avrebbero inviato agli amici un video, diventato virale, in cui lei aveva rapporti mentre era ubriaca.

Secondo fonti israeliane, il video è stato ampiamente condiviso tramite WhatsApp, social media e persino su siti pornografici.

Si ritiene inoltre che il filmato mostri al gruppo commenti in ebraico sprezzanti nei confronti della ragazza, avvenuti nei corso dell’incontro.

Una fonte ha dichiarato:”Il video è ovunque. Uno dei giovani dice in ebraico alla ragazza “sei la mia putt*na, dì che sei la mia putt*na”.

“Lei non capisce, chiede cosa stiano dicendo e uno di loro risponde in inglese “stiamo dicendo che sei sexy”. Non è molto carino. Non è così che dovrebbero agire gli uomini. Molte persone in Israele stanno iniziando a mettere in discussione il loro comportamento”.

Il caso è stato rinviato al 7 agosto per un’udienza: la difesa ha chiesto più tempo per rivedere le prove, incluso il video. (Fonte: Daily Mail).