Coronavirus Germania, perché stessi contagi (più o meno) e così pochi morti?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Aprile 2020 10:24 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2020 10:24
Coronavirus Germania, perché stessi contagi (più o meno) e così pochi morti?

Coronavirus, perché così pochi morti in Germania? (Ansa)

ROMA – Secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University, su oltre 84 mila contagi, sono circa mille i decessi registrati nella Repubblica federale. Il tasso di letalità, sia pur in aumento, è di poco superiore all’1%. Nel resto dell’Unione europea la media si aggira invece intorno al 7,8%. In Italia supera il 12% (circa 14 mila vittime e 115 mila malati).

Perché questa differenza, quali motivi giustificano uno spread performativo tanto marcato nel contenimento del numero dei decessi?

28mila posti di terapia intensiva, in Italia, 5mila

Intanto il quotidiano Die Welt ha fatto qualche calcolo sulla disponibilità strutturale di terapie intensive. L’Italia, a fronte di 60 milioni di abitanti, prima della crisi aveva 5000 posti in terapia intensiva. La Gran Bretagna, con circa 66 milioni di abitanti, ne ha 4100.

La Germania, con circa 80 milioni di abitanti, aveva in partenza 28 mila posti in terapia intensiva. In questi giorni, la capacità in terapia intensiva è stata aumentata, su decisione del governo di Angela Merkel e dei vari Laender, a 40 mila. Alla fine del percorso, dovrebbero essere addirittura 56 mila.

Il fattore età: ammalati più giovani

Ad incidere sarebbe soprattutto l’età degli ammalati: tra i contagiati “comprovati” – ossia a cui si è potuto fare i tamponi – è evidente che l’età media è più alta in Italia che in Germania, 63 anni contro 45, come reso noto il demografo tedesco Andreas Backhaus.

Il dato salta agli occhi anche nel confronto tra il nostro Paese e la Corea del Sud, dove solo il 9% delle persone con l’infezione da Coronavirus aveva più di 70 anni, contro il 40% degli ultrasettantenni registrati in Italia. Proporzioni che cambiano di poco nella statistica del Koch Institut: calcolando i contagiati dai 60 anni in su, si tratta del 19% in Germania, la stragrande maggioranza aveva tra i 35 e i 59 anni.

La struttura familiare

C’è poi l’aspetto sociale da considerare: in Cina l’80% dei contagi si è avuto all’interno delle famiglie, soprattutto quelle numerose. Anche l’Italia, come si sa, è caratterizzata da un’organizzazione familiare “stretta”.

In Germania, la percentuale delle persone adulte che vivono con i genitori è la metà di quelli che rimangono in famiglia in Italia. Ovvia la conseguenza: figli e nipoti, poco sintomatici o asintomatici, che contagiano genitori e nonni. Questi ultimi soprattutto, sono molto più a rischio. (fonte Agi)