Coronavirus, infermiera gallese positiva tre settimane dopo la prima dose di vaccino. Gli esperti: “E’ normale. Servono settimane per costruire l’immunità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2021 19:29 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2021 19:57
Coronavirus, infermiera gallese positiva tre settimane dopo il vaccino. Gli esperti: "E' normale. Servono settimane per costruire l'immunità"

Coronavirus, infermiera gallese positiva tre settimane dopo il vaccino. Gli esperti: “E’ normale. Servono settimane per costruire l’immunità” (foto d’archivio Ansa)

Una infermiera gallese ha preso il coroanvirus tre settimane dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino. La storia è raccontata dal Sun.

Niente di non previsto. Come spiegano gli esperti, infatti, il vaccino impiega settimane per costruire l’immunità.

Chi ha ricevuto la prima dose, spiegano gli esperti, per questo deve continuare a fare attenzione e a seguire le regole per limitare la possibilità di contagio.

Parlando alla BBC, l’infermiera ha detto “di sentirsi affranta e arrabbiata”.

Dopo tre settimane dal vaccino, racconta, ha avuto la febbre e ha poi scoperto di avere il coronavirus.

Coronavirus, Maria van Kerkhove (Oms): “L’immunità di chi lo ha contratto può durare fino a sei-otto mesi”

“Alcuni studi hanno provato che l’immunità al coronavirus di una persona che lo ha contratto può durare fino a “sei-otto mesi”.

Lo ha detto la dottoressa dell’Oms, Maria van Kerkhove, nel consueto briefing sul Covid-19.

 

Coronavirus, Oms: “No vaccino a chi è allergico a componenti. Non raccomandato anche per donne incinte se non sono a rischio”

Il vaccino Pfizer-Biontech non dovrebbe essere dato a chi ha precedenti di allergie a qualcuno dei componenti, e anche le donne in gravidanza dovrebbero considerare l’ipotesi di immunizzarsi solo se sono particolarmente a rischio Covid.

Lo scrive l’Oms in una raccomandazione appena pubblicata.

Il documento è stato preparato dal Sage, il gruppo strategico sui vaccini dell’Organizzazione, e contiene un elenco di chi dovrebbe o non dovrebbe ricevere il siero.

Tra le categorie che non dovrebbero averlo, come avviene anche per gli altri vaccini, c’è appunto “chi ha una storia di reazioni allergiche gravi ad uno dei suoi componenti”.

Per quanto riguarda le donne incinte il documento nota che “le donne in gravidanza sono a rischio maggiore di avere il Covid-19 in forma grave rispetto alle altre, e la malattia è stata associata a un rischio maggiore di parto pretermine. Tuttavia, a causa di dati insufficienti, l’Oms non raccomanda la loro vaccinazione in questo momento. In caso una donna incinta abbia un rischio inevitabile di esposizione, ad esempio perché è un operatore sanitario, la vaccinazione potrebbe essere discussa con il proprio medico”.

Per chi allatta invece non c’è nessuna controindicazione. Il vaccino inoltre è raccomandato per chi ha una condizione medica preesistente, compresi gli immunocompromessi se fanno parte di categorie a rischio. Anche chi ha avuto già il Covid può essere immunizzato, anche se in ragione della scarsità di dosi attuale può aspettare fino a sei mesi dopo la fine dell’infezione. E’ prematuro, scrive ancora l’Oms, richiedere un ‘passaporto’ di vaccinazione per chi viaggia.

“L’Oms non sostiene l’introduzione di richieste di prove di vaccinazione per i viaggiatori internazionali – si legge – come condizione per uscire o entrare in un paese”. (Fonte: Ansa)