Coronavirus, a Londra 700 persone morte da sole in casa e ritrovate dopo settimane

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2020 13:57 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2020 13:57
Coronavirus Londra, oltre 700 morti trovati dopo settimane in casa

Coronavirus Londra, oltre 700 morti trovati dopo settimane in casa (Foto archivio ANSA)

LONDRA – Oltre 700 persone a Londra sarebbero morte in casa da sole per il coronavirus e ritrovate dopo settimane dall’inizio del lockdown in Gran Bretagna.

Si tratta soprattutto di anziani, disabili e persone fragili, scrive il Guardian, che lancia l’allarme per centinaia di casi scoperti nell’ultima settimana.

Il quotidiano inglese ha intervistato Mike Osborne, presidente della commissione sulle indagini delle cause di morte del Royal College of Pathologists.

Il medico patologo ha spiegato: “Persone sono state scoperte anche una settimana o due”.

E aggiunge: “Ho visto tanti di questi casi, con i corpi in avanzato stato di decomposizione, dove abbiamo fatto tamponi covid-19 post mortem”.

I medici di base di Londra sostengono che si tratta di persone morte per coronavirus, ma molti avevano altre patologie che non avrebbero curato per paura di andare al pronto soccorso.

I corpi sono stati ritrovati per le segnalazioni di vicini, lontani parenti o medici di famiglia che si preoccupavano per non avere più notizie dei “dimenticati”.

Coronavirus Gb, esperto: “Troppi morti per lockdown tardivo”

Il professor John Edmunds, uno dei consulenti scientifici del governo di Boris Johnson, punta il dito contro il lockdown tardivo.

Secondo Edmunds, le esitazioni e il ritardo nell’imporre il lockdown nel Regno Unito sono costati molte vite umane.

Il ministro della Salute, Matt Hancock, afferma che il governo di Londra ha preso “la decisione giusta al momento giusto”.

In una intervista alla Bbc, Edmunds ammette che i dati in possesso erano pochi, motivo per cui il lockdown è stato dichiarato solo il 23 marzo.

Intanto dal prossimo 15 giugno la Gran Bretagna potrebbe cominciare ad allentare la quarantena.

Un allentamento che vede Edmunds tra i più restii ad “abbassare la guardia”, temendo un ritorno di fiamma del contagio da coronavirus. (Fonti: The Guardian, ANSA)