Coronavirus. 2mila euro di multa e droni per fermare chi disobbedisce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2020 9:14 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2020 9:15
Coronavirus. 2mila euro di multa e droni per fermare chi disobbedisce

Coronavirus: droni e multe fino a duemila euro contro chi disobbedisce (Ansa)

Coronavirus. 2mila euro di multa e droni per fermare chi disobbedisce

Coronavirus: droni e multe fino a duemila euro contro chi disobbedisce (Ansa)

ROMA – Drastico aumento delle sanzioni comminate in strada (fino a duemila euro) e droni dal cielo per monitorare in tempo reale gli spostamenti degli italiani. Non basta l’articolo 650 del codice penale a far passare ad una minoranza di italiani (poco meno del 5%) la voglia di uscire di casa senza un valido motivo.

Duemila euro di multa e confisca del mezzo

Il Governo pensa ad una stretta delle sanzioni (fino a duemila euro di multa e la confisca del mezzo di trasporto) per chi non rispetta il divieto di spostarsi. Ieri ci sono stati altri 10mila denunciati (sono 96mila dall’11 marzo, su 2 milioni di persone controllate dalle forze del’ordine).

Droni, via libera dell’Aviazione civile (Enac)

E per monitorare gli spostamenti dei cittadini molti Comuni pensano all’impiego di droni, che oggi ha avuto il via libera dall’Enac, l’Ente dell’aviazione civile. Intanto, dopo l’entrata in vigore della nuova stretta anti-uscite, cambia nuovamente il modulo per l’autocertificazione da esibire ai controlli di polizia.

Il Codice prevede fino a tre mesi di reclusione

In migliaia, dunque, in tutta Italia, continuano a disubbidire ai divieti, incappando nel reato di “inosservanza dei provvedimenti del’Autorità”, che il Codice punisce con la reclusione fino a tre mesi di reclusione ed un ammenda fino a 206 euro.

Pene che non costituiscono un valido deterrente, ha lamentato il capo della polizia Franco Gabrielli, che ha chiesto “sanzioni più efficaci”, definendo “in questo momento assolutamente insufficiente” l’articolo 650, aggiungendo che certi comportamenti da parte dei cittadini sono “ingiuriosi” nei confronti di medici e infermieri che “stanno conducendo una battaglia contro la morte e salvando vite”. (fonte Ansa)