Coronavirus Parigi, feste clandestine a pagamento negli appartamenti. Le Parisien invia 2 infiltrati

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Ottobre 2020 12:27 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2020 12:27
Coronavirus Parigi, feste clandestine a pagamento negli appartamenti. Le Parisien invia 2 infiltrati

Coronavirus Parigi, feste clandestine a pagamento negli appartamenti (Foto Ansa)

Feste clandestine a pagamento. Il fenomeno a Parigi raccontato da infiltrati di Le Parisien

In più di 50 a ballare sfrenati in 30 metri quadrati di salone, in un appartamento insonorizzato nel pieno centro di Parigi. E’ il fenomeno delle feste clandestine che proliferano negli appartamenti della capitale francese, appena dichiarata “zona di massima allerta” per l’epidemia di Coronavirus.

Con le nuove regole ferree nei ristoranti e la chiusura dei bar molti, spiega il quotidiano Le Parisien, hanno trasferito la movida in case private. 

Il giornale ha infiltrato due suoi inviati ad un party clandestino. “Organizziamo soprattutto serate da quando i bar hanno cominciato a dover chiudere alle 22”, spiega una delle ragazze che prepara cocktail al banco allestito nell’appartamento adibito a locale.

“Cambiamo indirizzo ogni settimana per non farci beccare dalla polizia”. Di mascherine o distanziamenti neppure l’ombra, nonostante le cifre esplosive dei contagi a Parigi.

Gli appuntamenti vengono dati all’ultimo minuto con codici che cambiano di volta in volta su Instagram o su Snapchat. Le multe, soprattutto per i recidivi, sono salate, fino a 7.500 euro.

Ma la polizia, che ha avuto disposizione di intervenire in modo sistematico, sembra impotente: “Da una settimana – spiega un responsabile delle forze dell’ordine al quotidiano – abbiamo fatto una decina di interventi trovandoci poi di fronte a feste clandestine ben organizzate”.

“Non possiamo fare altro che verificare che tutto va bene, cerchiamo di far abbassare il volume della musica. Ma mostrarsi più categorici con 100 persone di fronte significherebbe scatenare una rivolta”. (Fonte: Ansa).