Coronavirus, Regno Unito non voleva chiudere, oggi non apre più. E’ il Paese con più morti in Europa

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Maggio 2020 13:16 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2020 13:50
Coronavirus, il Regno Unito che non voleva chiudere oggi è il Paese con più morti in Europa

Coronavirus, il Regno Unito che non voleva chiudere oggi è il Paese con più morti in Europa (Foto Ansa)

LONDRA  –  Il Regno Unito supera l’Italia per numero di morti da coronavirus e diventa il Paese con il maggior numero di vittime in Europa. E’ quanto emerge da un aggiornamento statistico dell’Ons, l’Istat britannico. 

La nuova stima, aggiornata al 27 aprile con l’aggiunta anche dei decessi classificati come casi sospetti di Covid-19 (casi che i conteggi di altri Paesi europei non inseriscono), sale a 29.710 in Inghilterra e Galles già a quella data: oltre 32.000, includendo Scozia e Ulster. L’Italia dichiara – a ieri – 29.029 morti.  

Coronavirus, la fase 2 nel Regno Unito

Intanto sembra allontanarsi la fase 2. E’ attesa per domenica 10 maggio, e non per giovedì come inizialmente ipotizzato, la presentazione da parte del premier britannico Boris Johnson di un piano sulle tappe di un allentamento del lockdown introdotto nel Regno Unito il 23 marzo.

Secondo una bozza preparata del ministero della Attività Produttive, anticipata da Bbc e Financial Times, i tempi dell’entrata in vigore della fase 2 nel Regno restano tuttavia incerti.

Johnson, reduce in prima persona da un contagio drammatico, ha ribadito che occorrerà verificare cinque precondizioni prima di ogni alleggerimento delle restrizioni, a iniziare da un calo significativo dei decessi.

“Allentare troppo presto” il lockdown, ha aggiunto, “sarebbe la cosa peggiore da fare e consentirebbe un secondo picco” dell’epidemia. 

Fra le proposte per la fase 2 britannica anticipate nella bozza – già discusse a quanto pare con alcuni sindacati e organizzazioni imprenditoriali – spicca quella di una parziale ripresa delle attività lavorative.

Ripresa che dovrebbe però accompagnarsi all’adozione in aziende e uffici di regole d’igiene severe, con dispositivi individuali ad hoc e disinfezione continua; da un probabile uso generalizzato della mascherine; dalla garanzia di spazi di “distanziamento” ampi.

Di fatto il lavoro da casa continuerà a essere raccomandato ovunque possibile, mentre s’ipotizzano turni scaglionati per avere meno dipendenti in servizio insieme e meno affollamento nei trasporti pubblici.

Alcune sigle sindacali hanno tuttavia espresso preoccupazioni proprio sui pericoli di una nuova impennata nell’uso dei trasporti collettivi, specie in città come Londra.

Mentre Adam Marshall, direttore generale delle Camere di Commercio britanniche, intervistato dalla Bbc, ha chiesto al governo Tory “messaggi chiari” a nome delle aziende.

Alle condizioni e con le limitazioni citate dai media, la futura fase 2 difficilmente potrebbe essere del resto estesa a strutture come l’aeroporto di Heathrow, hanno fatto sapere i responsabili del principale scalo aereo londinese. (Fonte: Ansa)