Coronavirus, Ricciardi: “In fase 2 tamponi con sistemi lievi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Aprile 2020 16:31 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2020 19:22
walter ricciardi

‘La mia posizione – spiega Zaia – è che se c’è il supporto scientifico, è giusto che si apra. Sancita la messa in sicurezza dei cittadini e che si andrà avanti con un trend di attenuazione del contagio, ritengo che il tema della riapertura si possa affrontare agevolmente. Tempi? Speravo e spero che qualche segnale arrivi anche prima ma immagino che il 4 maggio sia la dead line, oltre la quale ci saranno solo provvedimenti per le riaperture”. In foto Walter Ricciardi (Ansa)

ROMA – Nella fase 2 dovrebbero essere fatti i tamponi anche a chi ha sintomi lievi, in modo da isolarli se positivi: è la proposta resa nota da Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e consulente del ministro della Salute, intervenuto a a Sky Tg24.

“Nella seconda fase – ha detto l’esperto – proponiamo di estendere la tamponatura ai sintomatici molto lievi, quelli che hanno un solo sintomo e che esordiscono con un colpo di tosse e soprattutto con la febbre, e isolarli immediatamente nel caso risultino positivi e poi tracciarli tecnologicamente in modo tale da risalire ai contatti in modo rapido”.

Lopalco: “Distanziamento sociale anche in fase 2”. 

Oltre a Ricciardi, della fase 2 ha parlato anche Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa e coordinatore della task force della Regione Puglia. Per Lopalco occorrerà limitare i contatti fra persone, evitando cioè di “stare in 50 sotto lo stesso tetto o su una spiaggia con un asciugamano attaccato a quello del vicino”.

Lopalco, conversando in diretta Facebook con il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, ha spiegato che “quando si parlerà di riaperture dovremo proteggerci dal virus perché il virus è là fuori e sta in mezzo a noi, circola ora lentamente, ma se lo lasciamo libero di correre, lo farà”.

“Se oggi – ha spiegato – eseguissimo un test sugli anticorpi per la popolazione pugliese, troveremmo una percentuale di positivi molto bassa, inferiore all’1%. Lo dico perché lo abbiamo verificato sui sanitari: solo 1 su 100 era positivo, aveva cioè gli anticorpi. Dunque, domani, quando il governo deciderà di riaprire negozi e attività, noi pugliesi saremmo più fragili ed esposti”.

Ecco perché, “dal punto di vista del supporto tecnico sanitario, la fase 2 deve accompagnarsi a misure di distanziamento sociale”, ha evidenziato l’epidemiologo. Che “non significa stare chiusi in casa, la gente deve uscire per andare a lavorare e anche perché tra poco arriverà il caldo e l’estate”. Però “una famiglia che uscirà di casa – avverte Lopalco – dovrebbe evitare di mescolarsi ad altri nuclei familiari con alta frequenza: bisognerà limitare i contatti fra persone che non appartengono allo stesso nucleo familiare”.

Dunque, ha concluso, “non significa che non potremo vederci, ma significa che non potremo stare in 50 sotto lo stesso tetto o su una spiaggia con un asciugamano attaccato a quello del vicino”.

Lopalco spiega che “i test sierologici non servono per fare diagnosi, ci danno solo un’idea della circolazione del virus nella popolazione. In Puglia parteciperemo a questa grossa indagine nazionale. Qui faremo 8.000 prelievi, forse poco più, secondo uno schema di campionamento: l’Istat ci darà la lista dei cittadini, con nomi e cognomi, un po’ come un censimento”.

“Non aspettiamoci – ha avvertito – numeri alti di positivi, non sarà quello che consentirà di ripartire in sicurezza. Il patentino di immunità è ancora lontano perché anche se trovo gli anticorpi non vuol dire che mi garantiscono di essere immune. Quindi dobbiamo continuare a fare tutto quello che possiamo fare per evitare il contagio” (fonte: Ansa).