Coronavirus, la Spagna dichiara lo stato di emergenza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2020 15:57 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2020 16:38
Spagna, Ansa

Coroanvirus, la Spagna dichiara lo stato di emergenza (foto Ansa)

ROMA  – La Spagna ha dichiarato lo stato di allerta per far fronte all’epidemia da coronavirus. Lo rendono noto i media spagnoli. La misura consente di limitare temporaneamente la circolazione delle persone.

La decisione arriva nel giorno in cui si è registrata una impennata di contagi: oltre 4.000, infatti, i casi (circa 1000 in più di ieri). Le vittime sono salite a 120. Ieri se ne contavano 84.

Reali negativi.

I reali di Spagna sono risultati negativi al test del coronavirus al quale si sono sottoposti ieri. Lo riferisce El Pais che cita un comunicato di Palazzo. Tuttavia, la regina Letizia, che una settimana fa aveva avuto un incontro con la ministra per le Pari Opportunità Irene Montero risultata positiva al Covid-19, resterà in quarantena e sarà sottoposta al controllo della temperatura tutti i giorni. Tutti gli impegni dei reali in agenda oggi sono stati annullati.

La testimonianza di un italiano: “Qui non si sta facendo nulla”

“La situazione è grave, ma non si prendono decisioni. Qui nessuno sta facendo nulla. Una parte della popolazione ha paura e c’è la corsa ai supermercati, dove i prodotti stanno finendo, ma l’altra parte ignora completamente il problema e continua a girare, a fare feste come se nulla fosse. I locali e le catene sono tutti pieni, anche se domani dovrebbero chiudere alcune attività”.

Lo racconta all’agenzia di stampa Ansa Enrico, studente abruzzese in Erasmus a Madrid. In Spagna i casi accertati hanno superato quota quattromila e una delle aree più colpite è proprio Madrid. Venticinque anni, di Tortoreto (Teramo), iscritto all’Università di Teramo, il giovane dice di voler tornare a casa: “Non voglio rimanere qui due mesi in questa situazione – afferma – Non si può rimanere bloccati in Erasmus, è l’opposto di ciò che dovrebbe essere. Se devo rimanere chiuso in casa, preferisco farlo nella mia città”. “Ieri – aggiunge – l’università ci ha scritto per chiederci se volessimo rientrare. Ci hanno dato la possibilità di scegliere, ma a mio avviso dovevano imporlo. In ogni caso non ci hanno detto come fare per rientrare, anche perché c’è il blocco dei voli verso l’Italia”. “Noi in casa ci siamo dati la regola di non uscire. Ma gli studenti Erasmus ignorano completamente il problema. Solo una parte di noi – conclude Enrico – è impegnata a sensibilizzare per far sì che qui non accada quello che sta succedendo in Italia”.

Fonte: Ansa.