Corte europea che vigila sui conti sotto inchiesta per…appalti truccati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Maggio 2015 15:37 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2015 15:38
Corte europea che vigila sui conti sotto inchiesta per...appalti truccati

Corte europea che vigila sui conti sotto inchiesta per…appalti truccati

LUSSEMBURGO – La Corte dei conti dell’Unione europea che vigila sui conti  e che deve garantire a 500 milioni di cittadini dei 28 Stati membri la correttezza delle finanze, degli appalti e degli altri sistemi di spesa di denaro pubblico nelle istituzioni comunitarie, finisce sotto inchiesta per…appalti irregolari. Una imbarazzante inchiesta su anomalie e presunte irregolarità in un contratto milionario per servizi esterni di sicurezza.

“La Corte dei Conti europea non può commentare procedimenti giudiziari in corso e non ha quindi alcuna dichiarazione da fare riguardo all’inchiesta preliminare delle autorità giudiziarie del Lussemburgo”, ha fatto sapere al Corriere della Sera il presidente dell’organismo dei controllori dei conti pubblici Ue, il portoghese Vitor Caldeira, nominato alla guida dell’istituzione a Lussemburgo nel 2008 e rinnovato per due mandati triennali durante i dieci anni di presidenza della Commissione di Bruxelles del suo connazionale Josè Manuel Barroso. Per la parte di competenza dell’Olaf ha invitato a rivolgersi all’antifrode Ue.

Ivo Caizzi, inviato del Corriere della Sera a Lussemburgo, riporta:

Fonti attendibili ed evidenze documentali hanno consentito di ricostruire la parte centrale dell’inchiesta giudiziaria sugli appalti, che rilancia i tradizionali dubbi sull’uso del denaro pubblico nelle istituzioni europee e sulle carenze nei controlli. Anche perché l’indagine sui contratti con fornitori esterni della Corte dei Conti si sarebbe estesa ad altre entità comunitarie. Da questa zona d’ombra sarebbero emersi rischi di anomalie e irregolarità perfino in un appalto per la sicurezza da 20 milioni di euro della Corte europea di giustizia di Lussemburgo, che è la massima autorità giuridica di tutti i 28 Paesi membri dell’Ue.

Gli investigatori dell’Olaf avrebbero verificato i loro sospetti sull’appalto per la sicurezza della Corte dei conti utilizzando tecnologie informatiche sofisticate e raccogliendo in segreto dati da computer della sede dei controllori dei conti pubblici comunitari, situata in via Alcide De Gasperi nel quartiere delle istituzioni Ue a Lussemburgo.