La Croazia riapre le frontiere ai turisti Ue. Ma non all’Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2020 17:49 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2020 19:58
La Croazia riapre le frontiere ai turisti Ue. Ma non all'Italia

La Croazia riapre le frontiere ai turisti Ue. Ma non all’Italia (Foto Ansa)

ZAGABRIA  –  Non solo Austria e Svizzera: anche la Croazia riapre le frontiere ma lascia fuori l’Italia. 

Zagabria ha tolto le restrizioni ai cittadini di 10 Paesi Ue nel tentativo di far ripartire l’industria turistica crollata per la pandemia da coronavirus. Ma non agli italiani.

La misura si applica a dieci Paesi che hanno avuto risultati positivi nel contenimento del coronavirus e includono Austria, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia, ha spiegato il premier Andrej Plenkovic, sottolineando che il “divieto temporaneo all’attraversamento delle frontiere” è stato abolito “per il turismo”. 

Con 4,2 milioni di abitanti, la Croazia ha avuto circa 2mila casi di coronavirus e un centinaio di morti.

Quando il Paese ha iniziato ad allentare il lockdown all’inizio di maggio, ha aperto le frontiere per viaggi d’affari o per chi possedeva un immobile o una barca. Da oggi i cittadini dei dieci Paesi non devono fornire alcuna giustificazione per l’ingresso in Croazia.

Coronavirus e frontiere, Di Maio: “Il turismo deve ripartire”

“Il turismo deve ripartire, dal 15 giugno sarà possibile la riapertura delle frontiere”, aveva assicurato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in una intervista rilasciata al Corriere del Trentino, al Corriere dell’alto Adige, al Corriere del Veneto e al Corriere di Bologna.

“Stiamo lavorando proprio per ottenere questo risultato – aveva detto l’ex capo politico M5s a proposito della pressione di zone come il Trentino e l’Alto Adige a forte vocazione turistica -. Anche il ministro Franceschini sta svolgendo un lavoro intenso. Ovviamente ci siamo opposti ad accordi bilaterali tra singoli stati perché andrebbe contro lo spirito dell’Unione europea, rischiando di penalizzare singoli Paesi come l’Italia”. (Fonte: Ansa)