Danimarca: oggi riaperti asili e elementari. Ma in Francia, i medici: “Riaprire le scuole è senza logica”

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 15 Aprile 2020 13:33 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2020 13:54
Danimarca: dopo un mese, oggi riaperti asili e elementari, prima in Europa

Danimarca, riaperte le scuole, prima in Europa (nella foto Ansa Copenaghen)

ROMA – Dopo un mese di chiusura per l’emergenza coronavirus, la Danimarca ha riaperto stamattina asili nido, scuole materne ed elementari, primo Paese in Europa a farlo. Restano chiuse le medie e i licei che riapriranno il 10 maggio, ad eccezione degli ultimi due anni di corso.

Una decisione che finora ha incontrato la contrarietà di un comitato che ha raccolto una petizione con 18mila firme. Ma, allargando il contesto, la riapertura delle scuole quando l’emergenza non è ancora conclusa, sta scatenando la reazione dei medici. In Francia, dove la riapertura è prevista l’11 maggio e dove i morti continuano a contarsi a centinaia al giorno, i medici accusano la politica di mostrare una assoluta mancanza di logica. 

Il rientro in classe in Danimarca avviene seguendo misure di sicurezza sanitaria come la distanza di due metri tra i banchi e la ricreazione a piccoli gruppi. Tuttavia le lezioni sono ricominciate solo nella metà dei comuni danesi e nel 35% degli istituti di Copenaghen, mentre gli altri hanno chiesto più tempo per adeguarsi alle misure in vigore.

Tutte le scuole primarie saranno comunque aperte entro il 20 aprile. Preoccupati dal rischio di contagio, alcuni genitori hanno lanciato una petizione, che ha raggiunto 18 mila firme, per tenere chiuse le scuole, mentre in molti sceglieranno autonomamente di non mandare i figli tra i banchi. La Danimarca registra circa 6.700 casi di contagio dall’inizio dell’epidemia e 299 vittime.

Francia, i medici: “Riaprire le scuole rivela assoluta mancanza di logica”

Per il dottor Patrick Bouet, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei medici francesi, “non ci sono spiegazioni mediche a riaprire le scuole” dopo l’11 maggio, come annunciato dal presidente Emmanuel Macron. Per Bouet, la decisione “rivela una assoluta mancanza di logica”.

“Non comprendiamo questo annuncio – ha detto il medico a Le Figaro – la prima decisione è stata di chiudere le scuole, i licei e le università. Per due ragioni, da una parte perché sappiamo che i ragazzi sono vettori potenziali senza sviluppare essi stessi l’infezione, a parte rare eccezioni. D’altra parte, perché è difficilissimo a scuola far rispettare le norme di distanziamento sociale. E adesso, il primo ambito in cui il presidente vuole togliere il confinamento è quello scolastico! Perché non dovrebbe presentare più gli stessi rischi?”.

Per il presidente dell’ordine dei medici, riaprire le scuole “significherebbe rimettere in circolazione il virus. I ragazzi incontreranno gli insegnanti e gli altri addetti e potranno contaminarli. Il virus potrà tornare nelle famiglie, rimaste confinate 2 mesi, che potranno ritrovarsi infettate dai contatti dei loro figli all’esterno”.(fonte Ansa)