Il database del Dna risolve solo lo 0,3% dei crimini

Pubblicato il 9 Marzo 2010 21:24 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2010 21:31

Il Dna perde la sua corona, in realtà non è la “prova regina”.  “Csi” ha creato in questi anni il mito del Dna come l’unico strumento della polizia scientifica mondiale capace di risolvere ogni crimine. Ma non è così.

I controlli incrociati sul database  che raccoglie il codice genetico dei criminali di tutto il mondo incide solo lo 0.3% sulla soluzione dei casi. In pratica su 350  solo un crimine viene risolto grazie al cervellone federale utilizzato in tutto il mondo. A dirlo uno studio del Governo britannico, che proprio in questi giorni sta discutendo in Parlamento una normativa che rispetti il monito della Corte europea dei diritti dell’uomo. Questa ha stabilito che è illegale conservare il Dna delle persone per un tempo illimitato.

Il ministero degli Interni della Gran Bretagna ha, infatti, intenzione di eliminare dalla raccolta dati governativa il codice genetico di persone che non vengono condannate in 6 anni.

Le cifre comunque molto basse, pur non essendo stata messa in discussione la validità della prova cosiddetta “regina”  hanno sollevato molte questioni in merito all’efficacia di questo strumento. I più sorpresi, e non poco, saranno gli appassionati telespettatori del criminal drama. Insomma il Dna non è di così vitale importanza come lo voglio fare apparire.