Diana, profezia ai figli: “Voi Windsor pensateci bene prima di sposarvi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Gennaio 2020 14:45 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2020 19:30
Diana, profezia ai figli: "Voi Windsor pensateci bene prima di sposarvi"

Diana, profezia ai figli: “Voi Windsor pensateci bene prima di sposarvi”

ROMA – Diana che divenne principessa, Diana Spencer che divenne Windsor sposando Carlo, Diana che Windsor e solo Windsor fino al midollo non accettò mai di essere e non fu mai. Diana madre di William che anni e anni dopo sposerà Kate e di Harry che sposerà Meghan. Diana che da madre, ma soprattutto da donna che riteneva di aver sbagliato il suo di matrimonio, avvertiva, ammoniva i figli, quasi una profezia alla luce di quel che sta accadendo intorno ad Harry e Meghan: “Pensateci bene prima di sposarvi”. Non era il generico e scontato e ovvio consiglio di una madre ai figli maschi, sottinteso ma leggibilissimo  in quel “pensateci” era un “voi Windsor”.

Nella frase di Diana mamma e mogli e donna c’era tutta l’amarezza e la fatica, quasi la disperazione del non aver accettato di portare fino in fondo il peso di far parte della famiglia reale. Aveva sposato Carlo e Carlo lo aveva subito perso come uomo. Ma le era rimasto come marito e lei era rimasta la moglie dell’erede al trono. Questo ruolo, questa funzione secondo regola Windsor dovevano prevalere su ogni altro bisogno o progetto di vita della donna Diana. Diana madre ammoniva i due figli maschi: il matrimonio di un membro della famiglia reale è altra e diversa cosa del matrimonio tra due individui comuni. Marito e moglie reali contraggono obblighi e sottoscrivono promesse che potrebbero fare gran fatica a rispettare e il contrasto tra il dovere di ruolo e le individuali aspirazioni può generare addirittura infelicità. Infelicità addirittura, perfino in un membro di una famiglia reale. Perfino con tanti onori e soldi infelicità.

Diana di questa infelicità, o meglio della vita cui la spinse questa infelicità, di fatto ci è morta. L’infelicità da sola non sarebbe bastata a portarla alla tomba da giovane, una robusta mano a morire a Diana la diedero anni e anni di lavoro, pressione, assedio mediatico. Fino a chi la inseguì fin dentro quel tunnel per fotografare, titolare, esporre. Un membro della famiglia reale britannica è per centinaia di addetti e milioni di utenti un oggetto da spiare, controllare, pedinare. Dal buco della serratura? Meglio. Cercando la macchia nella sua vita? Of course. Demolendolo? Magnifico.

Quando Harry sta per sposare Meghan, niente meno che un’attrice e dalla pelle perfino non totalmente bianca, raccontano che il fratello maggiore William gli abbia ricordato il monito-profezia della madre. William che dice ad Harry: ricordati quel che diceva mamma, pensaci bene prima di sposarti. Ed Harry che non la prende per nulla bene, Harry che sente l’allusione-intrusione, allusione al non perfetti identikit reale di Meghan e intrusione nella sua libertà di scegliere ed amare. Raccontano anche ad Harry sia stato detto dal nonno Filippo: “Le attrici si frequentano ma non si sposano”. Nasceva già lì, partiva già da questi familiari confronti quella che sarebbe stata la scelta di Harry e Meghan: portare la loro famiglia ai margini se non proprio fuori della grande famiglia reale.

Raccontano oggi da Londra sia questione di soldi, appannaggi (circa due milioni di sterline l’anno) di proprietà e titoli da mantenere o perdere. E questioni del genere ci saranno senz’altro. Ma al fondo c’è che Meghan non ha voluto essere la moglie di un erede al trono ed esaurirsi, immedesimarsi e annullarsi felice in questo privilegiato ruolo e che Harry ha visto come concreta la possibilità di rivivere con la moglie quel che visse sua madre Diana: l’essere spolpata in vita da chi ci campa e da chi ci si diletta ad innamorarsi, maledire, osannare, imitare, spiare, demolire, infangare, applaudire e fare a pezzi i membri della famiglia reale, soprattutto se femmine, soprattutto se acquisite.

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