Addio Dukan, c’è la “dieta Starbucks”: 38 chili in 2 anni ma non piace ai medici

Pubblicato il 17 settembre 2012 13:01 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2012 13:01

ROMA – A colazione caffè americano e fiocchi d’avena. A pranzo e cena un sandwich oppure una selezione di carne o formaggi. E ogni tanto, come sgarro, un brownie. Il tutto rigorosamente comprato da Starbucks, popolare catena di caffetterie americana che in Italia non ha mai preso veramente piede. Con questa dieta da 1000 calorie (meno della metà rispetto al fabbisogno di una donna adulta) l’americana Christine Hall, 66 anni, ha detto di aver perso circa 40 chili in due anni. E già negli Usa si parla di “dieta Starbucks”, non esattamente equilibrata ed economica però.

La signora Hall ha speso circa 16 dollari al giorno per il suo menù, ovvero 11mila dollari in 24 mesi. Senza contare che eliminare alcuni alimenti dalla dieta, tra cui un consumo adeguato di frutta e verdura, non fa davvero bene come avverte la dietologa Rebecca Scritchfield: “Quando si segue una dieta del genere è molto difficile essere in buona salute e soddisfare le proprie esigenze nutrizionali”.

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